
di Delia Vaccarello
A rischio il diritto all'espressione di sé. Il 10 dicembre, nella giornata mondiale per i diritti umani, in una Edimburgo accogliente giovani provenienti da 40 stati di Europa e non solo hanno manifestato contro gli attacchi al diritto ad esprimere se stessi, in particolare a vivere con libertà orientamento sessuale e identità di genere. Attacchi sempre più allarmanti soprattutto in Uganda e in Lituania. In Hunter's Square, nella cornice delle architetture gotiche che danno alla piazza scozzese la sua solenne fisionomia, i giovani di Iglyo (International Lesbian, Gay, Bisexual, Transgender and Queer Youth and Student Organisation) hanno acceso file e file di luci sui gradini della chiesa invitando i presenti a farlo: tante fiammelle a rappresentare i diritti vitali e insopprimibili degli esseri umani. E in piedi su ogni gradinata file e file di giovani che esibivano cartelli con le scritte "gay", "lesbian" "trans" , "rispetto", "diritti umani". Poche ore prima i giovani erano stati accolti da un rappresentante del governo scozzese. "Edimburgo è una delle città del mondo in cui i cittadini sono liberi di esprimersi e di lottare per i diritti umani. Nel Regno Unito le persone Lgbtq sono protette dalle discriminazioni. In molti paesi del mondo, al contrario, la legge è usata come strumento di abuso", dichiarano gli organizzatori. Tra questi paesi c'è l'Italia, che ha bocciato il testo di legge Concia contro l'omofobia. Ma non solo. Spesso i giovani gay e trans sono soggetti a stress cronico chiamato "minority stress". La relazione di Ilga Europe per la Commissione Affari sociali del Parlamento europeo (consultabile su sito http://www.arcigay.it/ sezione giovani a cura di Fabio Saccà), elenca gli "ingredienti" degli ostacoli all'espressione di sé rilevati dal Social Exclusion Report. Ne citiamo alcuni: ignoranza, informazione erronea, paura dell'ignoto, omofobia e transfobia, mancanza di una piena appartenenza alla comunità, di parità dei diritti, di rispetto e di riconoscimento, rappresentazione distorta o invisibilità nell'informazione mediatica e in tutte le sfere della vita, stigmatizzazione ed emarginazione, eterosessismo. Elementi ai quali si aggiungono in diverse realtà linee di condotta e prassi omofobiche dei governi, dei partiti politici e delle chiese. Di qui l'omofobia interiorizzata che espone i giovani omosessuali e trans maggiormente rispetto ai coetanei etero al rischio di suicidarsi o di provare gravi forme di disagio. Un sondaggio condotto da Ilga Europe su 754 persone lgbt di 37 Paesi rivela che un giovane su due è stato vittima di pregiudizio e discriminazione in famiglia, il 60 per cento ha vissuto a scuola attacchi, ostracismo, bullismo perché gay o trans, il 30 per cento ha riportato esperienze di discriminazione tra gli amici, e un giovane su quattro ha detto di essere stato discriminato dalla comunità religiosa di appartenenza. Ci sono poi i casi estremi. I giovani di Iglyo hanno lanciato l'allarme sulla situazione di Uganda e Lituania. La cosiddetta legge lituana sulla "protezione dei minori" che dovrebbe entrare in vigore nel marzo 2010, denuncia Iglyo, "nega ogni accesso all'informazione su omosessualità e transessualità ai giovani e criminalizza le espressioni omoaffettive nei luoghi pubblici. Il parlamento ugandese sta discutendo una legge per minacciare con la pena di morte le persone lgbt ma anche i loro amici, familiari, dottori, professori" nel caso dessero sostegno. Per denunciare l'omofobia e le sue orrende recrudescenze le "fiammelle di Edimburgo" sono state accese in molte città tra cui New York, Washington DC, Londra, Bruxelles Amsterdam e Beirut.
E' la legge che impone che una persona terza rediga un verbale, la legge non impone di firmarlo, se il verbale contiene delle imprecisioni di qualunque genere. La persona nel momento in cui firma il verbale considera come autenticamente proprie le affermazioni ivi contenute. E' la legge. Ora il discorso era differente, e riguardava un argomento ben più preciso, insomma il solito: la legge italiana in presenza di una precisa identità riportata su un documento, impone l'utilizzo di espressioni atte al rispetto di quella identità ; questo credo fosse il rilievo mosso da Delia. Io ripeto: non credo si debba intendere la questione in questo modo; altrimenti io sarei in diritto di utilizzare espressioni nel solo rispetto di ciò che io percepisco là dove non venga specificata un'identità differente da quella da me percepita, come di fatto in democrazia dovrebbe essere. In conclusione, posso utilizzare l'epressione "il trans", se io percepisco lo stesso come uomo avente sembianze femminili. E' anche vero, e su questo caro Simone tu hai ragione, insomma è anche vero che io soffro di una profonda ignoranza verso il mondo dei trans, ma ho profonda conoscenza del mondo femminile, ed essendo io non più un giovanissimo, posso asserire con una certa precisione che io percepisco un'incompatibilità identitaria insanabile tra una donna ed un uomo. La differenza non è solo nell'aspetto, è ben più profonda ed il suo mistero esistenziale ci rende curiosi fino alla fine dei nostri giorni. Io non contesto, ne ho mai contestato il rifiuto o l'accettazione di una identità piuttosto che un'altra, non è un mio problema, io contesto il fatto che qualcuno mi impedisca liberamente di percepire un uomo come tale. Lo fa la legge italiana, va bene mi inchino alla volontà espressa da buon cittadino, ma altre forme di costrizione non le accetto, e mi dispiace. Un'ultima nota sulla sensibilità : la sensibilità è per eccellenza soggettiva, nei modi e nei fini; io non affermo che non percepisco, in tal caso sarei tacciabile di insensibilità , io percepisco il trans non come la trans, ma come il trans e basta. In questo dov'è la mancata sensibilità ? Ti rispondo io: la mancata sensibilità è nel non percepire una persona come la percepisci tu. Posso anche accettarlo come discorso, ma non venirmi a dire che il tuo è un discorso libertario, sarebbe offensivo della tua e della mia intelligenza.
Già cari state contenti i buonisti di facciata di pomeriggio 5 hanno applaudito la trans e il suo compagno e io vi ricordo anche che Vladimir Luxuria ha vinto l'isola dei famosi. Ma quanto buoni sono questi italiani o forse quanto buoni si sentono quando danno il contentino al "diverso"?
grazie margherita per il tuo consiglio. maria non l'ho più incontrata ma vorrei poterlo fare e chiacchierare per conoscere come da bruco e diventata farfalla. sono curiosa e affamata di conoscenza: di cibo per la mente. su youtube ho visto diversi video su francesca eugenia busdraghi e mara siclari: ognuna ha dato una sua versione del bozzolo dal quale sono uscite, con un vissuto comune e allo stesso tempo diverso.dalla televisione invece vedo solo "particolari casi umani" spettegolati da tuttologi/ghe, esponenti della politica di secondo piano in cerca di uno schermo da cui parlare, o da rappresentanti del clero che manca poco che escano con il crocifisso per fare esorcismi, senza permettere una corretta comunicazione, di esprimersi.l'ultimo venerdì scorso, se non ricordo male, a pomeriggio 5 .ho apprezzato le parole di chi di sesso maschile/uomo si è innamorato di una trans che suonava come "l'amore è solo amore" e gli applausi e i "brava" rivolti delle signore presenti a vladimir luxuria che riusciva a zittire il politico tuttologo buzzurro
Se non vuoi che i tuo messaggi vengano commentati dovresti fare a meno di scriverli qui. Io non giudico te ma solo ciò che ha scritto.
PS: vedi che cercavi un plauso?
Paolo, stante che il verbale è stato scritto da un carabinier che può aver semplicemente messo del tuo, non è una registrazione della sua voce.Ti invito a frequentare qualche transessuale, a svolgere attività di volontariato in associazioni culturali o politiche che si occupano di transessualità . Poi mi dirai chi è isterico e chi è ottuso.
" non parlar di me,
se di me non sai.
parla di te,
poi di me dirai."
p.s. pn non sta per Pordenone
Gisella, mi ha intristito molto questa storia. C'e' una persona qui da noi che di recente e' diventata donna. E' rispettata come persona, forse perche' la citta' dove vivo e' piu' grande, ma anche perche' a livello di stato siamo protetti. A volte emigrare e' una soluzione. Ma la stupidita' di gente conformista e che non riesce a pensare col proprio cervello c'e' dappertutto.
Quando vedo questi comportamenti, faccio un gesto un piu' - sarei andata incontro a Maria e gli avrei parlato. Prendersi la responsabilita' di far conoscere le proprie opinioni alla fine provoca risultati, se non altro avresti fatto felice Maria, che almeno da una persona nel villaggio si sarebbe sentita accettata. E chissa' che altri non seguirebbero il tuo esempio. Mi rendo conto che e' difficile esporsi, ma aiuta.
Ma chissà perchè sarebbe ingiusto! Intanto non ho dato giudizi su di lei ma sul suo post che era intriso di fastidioso buonismo: lei la buona che saluta il trans o la trans o chi per lui che addirittura si prende lo scherno degli altri cattivoni. Ma per favore, tu ci credi? Solo per questo, non certo perchè "pretendevo" un gesto plateale da parte sua. Tu hai fatto correre un pochino la fantasia. Inoltre non ho difficoltà a calarmi nel contesto paesano, ci vivo, pensa se Gisella è di Pordenone io vivo in quella parte di regione ancora più provinciale. Infine ti chiedo perchè è ingiusto chiederle se è altrettanto generosa con certe persone? Onestamente trovo più piacevole salutare una persona o intrattermi con un mio coetaneo a prescindere dalle sue scelte di vita, dalle sue inclinazioni che stare ad ascoltare la vecchietta che ti ferma per strada e magari si lagna. O no?
Legge 14 aprile 1982, n. 164 pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale del 19 aprile 1982 n.106 Norme in materia di rettificazione di attribuzione di sesso. Art. 1 La rettificazione di cui all'art. 454 del codice civile si fa anche in forza di sentenza del tribunale passata in giudicato che attribuisca ad una persona sesso diverso da quello enunciato nell'atto di nascita a seguito di intervenute modificazioni dei suoi caratteri sessuali.
Per rettificare l'accertamento del sesso compiuto al momento della nascita e giungere, così, a una nuova "attribuzione", la legge italiana si basa su «intervenute modificazioni dei caratteri sessuali», intesi in senso fisico, e sul convincimento del soggetto di appartenere al sesso diverso da quello accertato. Quest'ultimo requisito non è invero direttamente contemplato dal legislatore italiano, che tuttavia prevede l'acquisizione di una consulenza intesa ad accertare le condizioni psico-sessuali dell'interessato. L'ordinamento italiano attribuisce rilevanza al convincimento psichico soltanto a condizione che si determini una discrepanza tra le risultanze dell'accertamento compiuto al momento della nascita e le "attuali" caratteristiche sessuali dell'interessato. Dalla mancanza di una precisa elencazione dei presupposti necessari per ottenere la rettificazione e dalla semplice previsione di "intervenute modificazioni" dei caratteri sessuali del richiedente può dedursi che un intervento chirurgico di adeguamento dei caratteri sessuali ? almeno letteralmente ? non è considerato conditio sine qua non della rettificazione. Il presupposto delle "intervenute modificazioni" potrebbe considerarsi sussistente quando l'interessato si sia sottoposto a un trattamento ormonale (e non anche a un trattamento chirurgico), dato che anche una terapia di tipo ormonale determina modificazioni dei caratteri sessuali. La giurisprudenza, tuttavia, ritiene in genere necessario un intervento chirurgico, ma anche il tipo di intervento "minimo" può determinare incertezze. Non è del tutto chiaro, ad esempio, se sia sufficiente che risultino modificati i caratteri sessuali esterni oppure se, soprattutto nel caso di transessuali "da donna a uomo", debbano ritenersi rilevanti anche gli organi interni. Non è chiaro, inoltre, se debbano considerarsi sufficienti le cosiddette modificazioni di tipo "demolitorio" o se occorrano anche quelle di tipo "ricostruttivo".
Questa è la non definizione della legge. Il problema come sempre è non risolutivo, poichè altamente controverso. Il trans o la trans, è quindi una questione di cambio sesso, e attenzione è un'attribuzione assolutamente soggetiva del sesso, secondo quanto dettato dalla legge; ebbene se il trans ha fatto ricorso, e me lo dimostra lo chiamerò la trans, se invece sul documento del trans non c'è traccia di ricorso lo chiamerò il trans. Questa sarebbe la soluzione proposta, a me va bene, e a te? Domanda aggiuntiva e secondo te Brenda, aveva effettuato ai sensi della legge 164 del 1982, il cambio di sesso? A me non risulta, e quindi legalmente parlando, e sei tu che lo sottolinei era il trans.
Ora ti riporto parte di un verbale: «Mi chiamo Wendell Mendes Paes, sono nato a Belem Para il 28 novembre del 1977. Vivo in Italia da cinque anni, sono un clandestino. Il mio nome d?arte è Brenda, o meglio Blenda: sono un trans e mi prostituisco per strada. Non ho mai conosciuto Piero Marrazzo. E? stata Natalie che mi ha inguaiato. Vivevo con Michelly, che ora sta a Parigi. Michelly conosce Marrazzo? Se lo sapessi non ve lo direi. So che una amica di Natalie (omissis) ha avuto una storia con Nicola, il carabiniere arrestato».
Questo è parte dell'interrogatorio degli investigatori del Ros il 30 ottobre, alle 0,50
Brenda, si definiva egli stesso un trans. Vedi che spesso gli isterismi impediscono l'oggettività di giudizio
il termine assassini! è riferito a coloro che hanno ucciso la trans brenda...
mi sembra pertinente
Rispetto alla percezione della transessualità : invito a documentarsi sulla "disforia di genere" e sulla legge 164
Si confonde spesso, la libertà di espressione, con l'accettazione che le persone hanno della espressione di altre persone. La libertà di espressione deve essere riconosciuta in contesti democratici, ma le opinioni che possono accompagnare una valutazione, anche quelle possono essere opinioni libere e quindi meritevoli dello stesso rispetto. Io non voglio impedire che una persona, termine generico che indica un qualsiasi appartenente al genere umano, ebbene io non impedisco ad una persona di assumere delle sembianze che sono in antitesi, identitarie, con il prorpio sesso, ma parimenti non tollero che qualcuno mi imponga la percezione della identità di quella persona. Un trans, e lo dico francamente, io lo percepisco come un uomo che ha assunto le sembianze di una donna, e che di una donna ha solo le sembianze. Lo fa perchè si sente una donna, qualcuno mi ripeterà , per carità ognuno si può sentire come meglio crede, ma nessuno può impormi il concetto che quella persona sia una donna. In questo io credo si faccia, retorica di basso profilo, si dicono tante parole spesso urlate, per indurre, e in questo sta l'imposizione, a valutare le cose secondo il proprio metro di giudizio. Il prorpio metro di giudizio rimane proprio, se una persona si sente donna, e non lo è, deve accettare il fatto assodato che solo lui si senta donna, e non può convincere nessuno con attegiamenti vittimistici o isterici, e questo semplicemete perchè non ci si riesce.
scusami Cla se mi intrometto , ma Gisella a mio avviso non solo non è salita su di un piedistallo ma ha ancora di più avvalorato che è l'individuo che deve essere rispettato , il Suo saluto sfuggente può essere la frase che ha suscitato in Te la reazione , ma se Tu ti mettesti in un contesto "paesano" dove anche il "forestiero" viene guardato con sospetto allora capiresti quel sorriso quel saluto ammiccato e non plateale.Non occorre essere "di più" per sconfiggere i pregiudizi o l'ignoranza ma solo essere se stessi con il proprio carattere la propria maniera di manifestare sia la gioia che il dolore.Non penso che chi piange più forte provi più dolore di chi non piange affatto.Un tempo in certi paesi del profondo sud , ai funerali venivano "assoldate" le "donne piangenti" per palesare pubblicamente il dolore x il "caro estinto" ...Mi sembra anche ingiusto da parte Tua domandarle se è altrettanto generosa con gli sfigati i vecchi con le loro ripetitività ...non mi sembra ne giusto ne "tollerate" da parte Tua tranciare giudizi (o pregiudizi) su gisella , che ha dato il Suo contributo al Blog di Delia Vaccarello.Ritengo che con una più attenta lettura del post di gisella , Ti renderai conto della sensibilità da Lei espressa .Un saluto ad entrambe da Zeneize da Genova
non cercavo applausi o il momento di gloria, come mi accusa Cla, cercavo di esprimere il mio dolore per un mondo cha capisco sempre meno o forse da cui sono sempre più distante.
volevo esprimere la mia comprensione all'articolo della sig vaccarello e confermarlo: dare la mia solidarietà , non giudizio.
Ma non tacerò più, continuerò a dire la mia senza urlare, pacatamente come quella cantante canadese che si firma con lettere minuscole (k.d.lang)
Non potremo certo definirci umanità (nel senso più compiuto) finchè non riusciremo a vedere nell'altro il riflesso di noi stessi.
la lingua italiana ha anche il termine persona, dire la persona trans è già una forma di rispetto. Le associazioni trans chiedono che quando si parla di persone transessuali si rispetti il genere che le persone in questione sentono come proprio, al quale provano ad adattare il fisico fino a sottoporsi a un intervento chirurgico. Chi non conosce il fenomeno o lo ignora volutamente tende a inchiodare la persona trans al genere che rifiuta e che non sente proprio. Una persona nata maschio che sente di appartenere al genere femminile e che ha un aspetto femminile si può tranquillamente chiamare la trans Laura - ad esempio - senza fare offesa all'italiano. Occorre comunque compprendere bene il fenomeno della transessualità prima di difendere rigide posizioni linguistiche che ignorano esperienze e realtà di molte persone che ci vivono a fianco
x Gisella: ma smettila di metterti su un piedistallo e oltretutto fai anche la vittima. Hai salutato una persona così? Ebbene non hai fatto altro che il tuo dovere. E' molto antipatico che tu "pretenda" anche un plauso.E se vuoi sapere dubito anche che tu ci stia raccontando la verità . Già che ci sono ti chiedo sei altrettanto generosa con altre persone che vengono emarginate? Gli anziani soli che ci tediano a volte con la loro ripetitività , stai ad ascoltarli a fargli un po' di compagnia? I cosidetti "sfigati" quelli che tutti evitano perchè noiosi e magari farsi vedere con loro non fa figo, quelli li frequenti davanti a tutti? Sei pronta ad aiutare uno che magari non ti sta molto simpatico?
Esprimersi,... se l'italiano dovesse esprimersi, non esisterebbe una razza di schiavisti(perchè non hanno saputo schiavizzare nessuno)razzisti della prima ora sia socialmente, che razzialmente, loro hanno il Papa sono eletti da Dio, (in person)analfabeti sessuali che adesso stanno pagando l'eredità cattolica bigotta della chiesa in Italia,politici nella accezzione più dispegiativa del termine, non esiste una politica come quella italiana(2 anni fà un paese dell'oriente con un mese di sciopero caccio via un premier e lo incarcerò,Qualsiasi Riferimento a Fatti o a Persone Realmente Esistenti è Puramente Casuale questo è l'ultyimo articolo della Costituzione Italiana, l'unico vero.
è la prima volta che sono ospite sul tuo blog , ma dato argomento di indubbia attualità seppur vecchio come l'uomo, ho sentito il desiderio di partecipare.Si parla di sessualità , in una società che diventa sempre più razzista intollerante ad ogni forma di "non allineamento" .La sessualità è parte indissolubile dell'esistere è una parte inscindibile della natura .L'amore il piacere , 2 elementi che si intersecano e si fondono in un tutt'uno per poi lasciare col passare degli anni quel sentimento dolcissimo che è l'amore fine a se stesso .Amore, sesso, omo, etero ,ma sempre amore e sesso sono ,senza ma e senza se .Questo è quanto , non si dovrebbe neppur discuterne tanto è espressione di spontaneità e libertà di vivere la vita .Ma la bestia peggiore che esiste al mondo, che non solo uccide, ma tortura per poi uccidere ,vuole regolamentare la "natura" ,piegarla al SUO volere, giusto o sbagliato che sia .L'apparenza , la diversità fatta reato , l'intolleranza fatta stile di comportamento. Il senso comune del pudore!!! Ma chi si erge a censore? chi ha la chiave ed il dono del sapere? chi grida più forte ?Bisogna cambiare la deriva di questa reazionaria strisciante dittatura , cambiare e reintrodurre valori ed elementi di civiltà che da tempi lontani erano la normale etica morale di vita .Dobbiamo riappropriarci dei diritti scippati , scritti e poi disonorati , dobbiamo ricordare che quello che viviamo è un rigurgito fascista , e noi lo dobbiamo combattere come fecero i nostri Patrioti con coraggio , per riappropriarci di quella Democrazia che stiamo perdendo .un ciao daZeneize da Genova
Care e cari tutti, ringrazio voi di partecipare con entusiasmo e passione a questo spazio di discussione, comunicare è ciò che ci rende nobili d'animo,
ci vogliono ascolto e capacità di dialogare, non si comunica se i messaggi sono a senso unico.
Grazie a tutti dunque per questo ponte che ci unisce e un abbraccio forte forte
Delia
una volta si diceva " santo cielo". abbiamo visto che il cielo non e' santo
Approfitto di questo spazio e in merito segnalo questo articolo sulla lotta contro l'omofobia degli attivisti libanesi a Beirut.http://www.notiziegay.com/?p=37183.grazie mille per il suo lavoro.
Ciao Delia, volevo augurarti un 2010 "come si deve" e già e tanto che posso ancora dirlo. Grazie del blog!
Cara Delia, purtroppo viviamo in un mondo razzista, sessista che discrimina tutto e tutti. Io sono etero ma non per questo discrimino gli altri orientamenti sessuali anzi nella mia vita ho avuto tra gli amici più cari anche gay e lesbiche. Io giudico la persona per quello che ha in testa, per le sue opinioni, per il suo lavoro ma giammai mi permetterei di discriminarlo/a per il suo orientamento sessuale. Dovremmo meno importanza all'aspetto di facciata e pensare di più alla sostanza, al valore della persona. Bisogna parlarne perchè solo così si può sperare di sconfiggere l'ignoranza che purtroppo domina talvolta questi temi. Grazie per lo spazio che ci dai per esprimere le nostre opinioni.
scuoto la testa amareggiata.
Ieri ho visto di sfuggita un ragazzo del mio paese cambiato vistosamente: vestito da ragazza. Maria era mario o forse per lui mario adesso è maria, come era sempre stato dentro di esso. L'ho salutato di sfuggita e lei mi ha sorriso, poi ha continuato la sua strada a testa alta passando in mezzo a altra gente del paese con espressioni disgustose (c'è chi ha sputato per terra), mormorando sotto voce, qualcuno ha guardato male anche me e passandomi vicina mi ha detto "non c'è più religione" o "vergogna".
Ragazzi più giovani (m/f)ridacchiavano e facevano cenni con la testa verso di me, come a dire "guarda che scema".
Io non capisco se a questo mondo valgono più gli affetti, i rapporti buoni, se volete di stima e rispetto, di "amore", di accoglienza (come vorrebbe anche la chiesa) o l'apparenza, il pregiudizio contro tutti i diversi, il pregiudizio morale, il disgusto per chi ha scelto una strada diversa per se, il perbenismo di certa gente che si definisce cattolica e va tutte le domeniche in chiesa e "ascolta" le parola del Signore.
Scuoto la testa amareggiata