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19/11/2009 17:16

Giorno della memoria: morta la trans Brenda

di Delia Vaccarello

Oggi, 20 novembre, in tutto il mondo si ricordano le vittime della transfobia. E a Roma viene trovato carbonizzato il corpo della persona transessuale Brenda. "La transessuale Brenda, coinvoltanella vicenda di Piero Marrazzo, è stata trovata priva di vita,carbonizzata, all'interno di un appartamento seminterrato in viaDue Ponti 180. Ad intervenire, intorno alle 4.30, i vigili delfuoco chiamati per un incendio. Sul posto gli agenti dellasquadra mobile della Questura di Roma e la polizia scientifica" (ag.Omniroma).

Una morte che ne ricorda tante altre. 

Il 26 dicembre del 2008 Tasya e il suo fidanzato si trovano  nel loro  appartamento di Indianapolis. Si amano, fuori fa freddo, è bello stringersi e sentirsi vicini. Ma Tasya è trans e Michael Green no. "Le persone trans non hanno diritto all'amore e chi va con loro sbaglia". Forte di questa convinzione, il ventenne Christopher Conwell fa irruzione nell'appartamento e li uccide. Il primo dell'anno del 2009 Kátia Otacílio Vilela, trans, lavora nel bar di sua proprietà, in Brasile. E' tardi, la gente si è divertita. E' stanca, volta le spalle all'ingresso, da dove entra l'assassino: per 14 volte infilza il suo corpo con il pugnale finché Katia muore. Il nove gennaio quattro colpi di arma da fuoco squarciano il silenzio del primo mattino in Barrio Guaserique, vicino Tegucicalpa. Tre uomini a bordo di un'auto blu uccidono Cynthia Nicole, leader del collettivo Violeta, dal 1995 in prima fila nella difesa dei diritti delle persone trans in Honduras. Lotta per i diritti umani: "deve essere uccisa".

Pugnalate inferte con l'accanimento dell'odio, ma anche sevizie, mutilazioni, brutalità. Così muoiono alcune persone trans, ma anche chi li difende o li ama. Il 20 novembre in molte piazze sparse in tutto il pianeta verrà rotto il silenzio: nessuna morbosità, nessun ammiccamento di quelli che usa fare di questi tempi  ciarlieri sulle persone "trans". Si terranno veglie, ci saranno fiaccole accese, si pronunceranno a voce alta i nomi delle vittime dell'odio. Le voci saranno colme di rispetto. Si chiama Tdor, "Transgender day of remembrance". I morti vengono ricordati da un novembre all'altro. Statistiche e notizie si trovano sul sito http://www.transgenderdor.org. In Italia molte le veglie previste: tra le località Milano, Perugia, Torre del lago, Torino dove si comincia giovedì e si finisce domenica. Il sito viene aggiornato a ritmo serrato.

Per amore della giustizia, tratteggiamo le storie di alcune delle vittime, trasformando questa pagina in una "piccola veglia". Aline Da Silva Ribeira ha 23 anni e da poco una casa per sé a Castelfranco Veneto. E' qui che il 16 gennaio viene aggredita e uccisa.  Dayana Nicole Castillo García ha 31 anni e gestisce con successo un salone di bellezza di sua proprietà a Tarapoto in Perù. E' trans, ce l'ha fatta, il salone va bene. La trovano per terra assassinata il 22 gennaio. L'odio non le ha dato scampo: 20 pugnalate per distruggere la vita. E la bellezza.  Ebru aveva dato l'allarme. "Una volta o l'altra mi uccide, fermatelo, aiuto". Aveva chiesto alle forze dell'ordine e ai magistrati  di Istanbul  di essere protetta dall'uomo che l'aveva picchiata più volte  tentando di ucciderla. Un giorno la polizia lo ferma,  ma due ore dopo  è già libero. Passano poche settimane, è il 10 marzo. Ebru è terrorizzata, lui entra in casa, ha il coltello. La colpisce a morte. Jimmy McCollough faceva spettacoli drag: abiti vistosi, labbra carnose, due occhi neri penetranti. Il suo nome d'arte: Image. Il 14 aprile viene  trovata uccisa nella Joseph Street di fronte al Club Spektrum in North Carolina. Aveva 34 anni. Kamilla si era operata in Russia. Guardandola, nessuno avrebbe pensato che il suo corpo alla nascita era stato quello di un maschietto. Perché dirlo, allora? Fanno così molte giovani "neodonne". A trent'anni trova l'amore: Vladmir. Tutto sembra filare liscio. Aspetta il momento giusto per rivelarsi: quanti amanti tacciono a lungo per paura segreti importanti? Poi lui scopre tutto, per un caso. L'odio l'acceca, impugna la pistola. Ammazza Kamilla e il loro amore.

 

 

    • paolo
    • 06/02/2010 10:12

    "Nell'essere umano, durante il periodo embriofetale esistono gli abbozzi del futuro apparato riproduttivo sia maschile che femminile. In condizioni normali, se il cariotipo è 46,XY, la presenza del gene SRY sul cromosoma Y determinerà la soppressione dei caratteri primari femminili (utero, tube e ovaio) e darà il via allo sviluppo dei caratteri sessuali maschili. Se il cariotipo è 46,XX, l'individuo matura caratteri femminili.

    Nel caso della sindrome di Morris il cariotipo 46,XY dà luogo allo sviluppo dei testicoli; ma la refrattarietà agli ormoni androgeni determinerà la mancata soppressione dei caratteri femminili, pertanto avremo un individuo apparentemente femminile, senza utero e ovaie, e con vagina, se presente, piccola"

    Questo è ciò che riporta wikipedia, sulla sindrome di morris. Il cariotipo XY, è quello posseduto dai maschi. E' abbastanza semplice da leggere, del resto è scritto su wikipedia. Nella descrizione di una qualunque malattia o sindrome, non c'è sensibilità, c'è o ci dovrebbe essere oggettività. Io non ho fatto paragoni, ho solo scritto, che chi nasce uomo, ha una identità imposta dalla sua natura. La problematica è semplice: se A non accetta di essere A ed è libero di farlo, allora B può non riconoscere A come C ed è libero di farlo. Il resto, e intendo le tue parole, mi risultano un "farfuglio" inutile, senza nesso, se non quello di giungere ad un insulto. Vuoi portare degli elementi di riflessione? Ebbene portali, ma non mi venire ad accusare di "insensibilità", pensando che ciò che tu senti, o che millanti di sentire sia troppo per un essere come il sottoscritto. Gisella sappi che ciò che tu senti o potresti sentire, o che credi di sentire è umanamente percepibile. La strada dell'affermazione assoluta, del tipo "vergogna" è una strada senza motivazioni, come anche la predisposizione all'indignazione è indice di intolleranza

    • gisella (pn)
    • 01/02/2010 10:31

    Sig paolo ho letto il suo post e ho visitato il sito della sindrome di morris, anche a livello internazionale.Io penso che lei ha messo di mezzo persone che non hanno niente da fare con la sig.ra busdraghi, fomentando ancora di più il pregiudizio confusione e ambiguità verso le donne con la sindrome di morris usando termini e aggettivi impropri. La sindrome di morris a tutt'oggi è uno stato di intersessualità e leggendo siti internazionali si parla di DSD "disordini della differernziazione sessuale"A lei che dice di aver a cuore la chiarezza dico : vergogna

    • paolo
    • 26/01/2010 22:17

    Francesca Eugenia? Sì va bene, se ti piace così, così ti chiamerò.
    Cito ciò che il dizionario della lingua italiana definisce per amputazione: "Asportazione di un organo o di una sua parte". Le gonadi, sono organi e vengono asportati, o no? E allora, di che cosa vai cianciando. Non si nasce transessuale, anche se esiste la sindrome di Morris, che è un altra cosa, è forse l'unico caso in cui si nasce geneticamente uomini con caratteri sessuali secondari femminili, dicevo non si nasce transessuale si nasce uomo o donna, l'ho scritto, e quindi, e di nuovo, cosa vai cianciando.
    La tua operazione carissima, è un trucco, dal momento che non hai e non avrai mai quegli organi distintivi di una donna nata tale, ad esempio le ovaie,e non avrai mai un utero e cosa più importante non avrai mai lo stesso appeal che una donna può vantare verso un uomo, perchè non hai la stessa mentalità e non hai la stessa psicologia. La rassegnazione è un giusto partito che ti consiglio, insieme ad un corso accelerato sull'utilizzo della lingua italiana. Io, amica mia, sono un uomo che ha accettato il suo ruolo. Non so se sia stato fortunato a nascere uomo, ma di una cosa sono convinto, sono convinto che le donne , amica mia, sono un'altra cosa, da me e da te, sono in molte cose superiori a me e a te. Concludo inneggiando al genotipo XX. Alla faccia tua e mia che abbiamo tuo malgrado e anche mio lo stesso genotipo XY.

    • Francesca Eugenia Busdraghi
    • 24/01/2010 20:27

    Eccolo la il caro Paolo che parla di mutilazioni....

    ti cito testualmente :"Essere uomini e donne, invece non è una possibilità variabile in base alle proprie scelte, si nasce uomini e donne (escludo ovviamente quei casi genetici, che costituiscono una patologia ben precisa)."
    fesseria caro Paolo, il transessualismo (anche se il dsm e l'icd-10 non lo hanno ancora "assolto") ha una chiara origine MEDICA, dimostrato dagli studi degli ultimi 5 anni.NON scelgo di nascere transessuale, tanto meno scelgo qualcosa.


    "L'operazione con cui un uomo diventa donna è tecnicamente un' operazione di mascheramento mediante amputazione, e questo per rendere simili nell'aspetto e nella forma gli attributi sessuali."
    oh mio dio... ma ti rendi conto di quali idiozie dici? non viene amputato proprio nulla, caro mio, solo rimosse le gonadi e corpi cavernosi, il resto e' tenuto tutto.Nessun mascheramento, inoltre, ma una conversione.Ma dico io... dove hai studiato, dalle orsoline o dai gesuiti?
    Ma per favore, falla finita



    "Ciò dovrebbe aiutare chi ad accettare cosa? Dovrebbe aiutare gli altri ad accettare le nuove identità di uomini che non hanno accettato la propria identità? Non lo so, la questione non mi sembra posta nel modo più corretto"

    stella mia, uomo sarai ( forse, ma tanto forse) TU, io per la legge, per lo stato e per TUTTO il mondo sono una donna che puo' anche sposarsi regolarmente.La questione e' marcia solo nella tua testa, perche' marcio e' il sentimento che alimenta quei poveri neuroni asfissiati dalla dua dietrologia da tre soldi.tu non hai capito prioprio nulla nemmeno nel messaggio che assieme agli autori volevamo mandare.
    lasciamo stare, sei solo limitato, non e' colpa tua

    • anna macchi
    • 24/01/2010 18:07

    trovo il video proposto da delia molto interessante perchè Luca Barbareschi giustamente utilizza le persone transessuali invitate in modo da sottolineare lo stereotipo più comune legato alla loro figura....riesce benissimo con questo statagemma a farle apparire al primo impatto lavoratrici del sesso per poi svelare che abbiamo a che fare con due medici e una giornalista ...non voglio gìudicare l'utilità sociale nè la moralità delle tre professioni ....(certo anche della prostituzione) ma è indubbio che almeno nella mente della maggior parte degli italiani le persone transessuali possono solo lavorare ai bordi di una strada.... bravo Barbareschi

    • Francesca Eugenia Busdraghi
    • 24/01/2010 17:56

    io a Dark_Inside non rispondo nemmeno piu'...
    E' difficile cercare di spiegare la civilta' a chi barbaro vuol rimanere...
    per inciso, visto che vi piace dare etichette:
    http://www.youtube.com/watch?v=0EVmnVr-sM0

    • paolo
    • 24/01/2010 17:16

    E' un'associazione di sicuro effetto, il problema è che l'identità è indipendente dal proprio mestiere. Il proprio mestiere è poi un elemento assolutamente relativo, viene meno quando si smette di lavorare. Essere uomini e donne, invece non è una possibilità variabile in base alle proprie scelte, si nasce uomini e donne (escludo ovviamente quei casi genetici, che costituiscono una patologia ben precisa). L'accettazione della nostra identità è cosa differente, esistono casi in cui questa non viene accettata.
    Non vengono spesso accettate tanti elementi distintivi della nostra identità, ad esempio c'è chi non accetta la propria età anagrafica, chi non accetta la prorpia mortalità ma sono elementi devianti, nel senso che inducono il soggetto a mascherare la propria realtà identitaria. L'operazione con cui un uomo diventa donna è tecnicamente un' operazione di mascheramento mediante amputazione, e questo per rendere simili nell'aspetto e nella forma gli attributi sessuali. Ciò dovrebbe aiutare chi ad accettare cosa? Dovrebbe aiutare gli altri ad accettare le nuove identità di uomini che non hanno accettato la propria identità? Non lo so, la questione non mi sembra posta nel modo più corretto

    • Simone Rossi
    • 24/01/2010 16:49

    Paolo, sei liberissimo di utilizzare l'articolo del genere che più ti pare, così come sei libero di sapere che questo può offendere le persone cui ti riferisci ed in qualche modo sminuirne la dignità.Messe insieme queste due libertà, non ti cambia alcunché nella vita utilizzare un linguaggio che mostri rispetto verso cittadini/e che già sono trattati come esseri di serie B. Ma a loro cambia, se pur di poco; perché significa farli/e sentire rispettate per quello che sono come esseri umani e non come corpi. Perchè il tuo limite è questo, non riuscire a vedere oltre il corpo, fermarti lì, per fatica, pigrizia o un'intrinseca intolleranza. Come se oltre il corpo non ci fosse un cervello, i sentimenti, l'identità di ciascun essere umano...Mi spiace un concetto tanto semplice sia così complesso per te.

    • Delia Vaccarello
    • 24/01/2010 16:06

    Invito tutti a guardare questo breve video e a postare qui l'effetto che vi ha fatto

    http://www.youtube.com/watch?v=0EVmnVr-sM0

    • paolo
    • 23/01/2010 10:59

    Illustre Simone Rossi, il concetto di arroganza, sarebbe quello di lasciare libera una persona di utilizzare il genere di articolo determinativo che meglio crede? O invece è quello di forzare quella persona ad utilizzare un articolo in base a delle deduzioni del tutto soggettive? Illustre Simone Rossi, non spostare la materia del contendere. Tu, hai accusato di insensibilità tutti coloro che si sarebbero permessi di utilizzare un articolo al maschile, adducendo motivzioni parziali, soggettive condivisibili, ma anche non; ebbene chiarissimo Simone Rossi, io non le condivido, e per questo sarei arrogante, ottuso, e insensibile. Posso esserlo, mi rendo conto, ma il tuo giudizio, come sempre, pecca di soggettività, come anche quello del sottoscritto. Dunque che fare? C'è chi fa riferimento ad una legge, dalla quale non si deduce espressamente ciò di cui tu vai farneticando, non si deduce in modo chiaro, rimane la soggetività di giudizio, e su quella come anche sull'uso che di questa si fa in contesti demoratici, ne tu ne io possiamo imporre nulla. Insomma, tu non puoi imporre l'utilizzo della lingua italiana come meglio credi, non lo puoi imporre semplicemente perchè la tua è una percezione parziale soggettiva, come ripeto non da tutti condivisa e condivisibile. Ti ripeto, per me un uomo che assume le sembianze di donna, rimane un uomo, una persona che rifiuta la propria identità, e lo fa soggettivamente, cercando di oggettivizzare la sua nuova identità, ma costui deve accettare l'assunto democratico secondo il quale io lo percepisca come un uomo semplicemente travestito. Indugio sul concetto di soggettività proprio perchè io, a differenza tua egregio Simone Rossi, non voglio imporre la mia percezione a nessuno. Ognuno di noi, ha una sua storia, possibilmente travagliata alla ricerca di una sua stabilità emotiva, e non per questo si sente di pretendere nulla, relativamente al riconoscimento degli altri. Il rispetto, è poi un'altra cosa, cosa di cui tu, carissimo Simone Rossi, ne sei sprovvisto. Il rispetto è indipendente dal riconoscimento di uno status o di una identità reale o supposta, il rispetto è legato alla umanità di ciascuno di noi, e quella amico mio è indipendente dal sesso, e dall'utilizzo di un articolo piuttosto che un altro. Vedi amabile, io ti perdono in quanto l'isterismo è uno stato patologico, e come tale può impedire a chi ne è affetto un comportamento rispettoso dell'interlocutore

    • Simone Rossi
    • 20/01/2010 23:23

    16 gennaio 2010: oggi Paolo scopre la parola isterismo, ma non il rispetto per i e le transessuali e transgender. Ovvio che transessuale non è un genere, infatti nessuno ha mai detto che lo fosse. Con questo termine indichiamo coloro che hanno un'identità di genere differente da quella che è la loro apparenza fisica. Molte di queste persone intraprendono un lungo percorso che le porta un giorno ad essere nel fisico ciò che si sentono nell'anima. Certificato dai propri documenti di identità.Poi arrivano dei volponi che affermano di non voler riconoscere ciò che non compete loro riconoscere, a meno che non abbiano qualche diritto acquisito sul corpo e sull'anima altrui e di sentirsi limitati da chi fa notare loro quanto scarso rispetto nutrano verso i transessuali.Questo, invece, non è isterismo, è arroganza, espressione di un pensiero limitato.Saluti.

    • paolo
    • 17/01/2010 19:24

    Carissima Delia, abbi pazienza, ma questa è una tua interpretazione. Vorresti chiarire dove si evince che quel termine " Assassini!!!!", sia riferito a coloro che hanno ucciso Brenda. Un termine forte come un insulto, lo relativizzi se c'è contestualizzazione attinente a quel termine, altrimenti rimane semplicemente un insulto. Per chiarire: se il post avesse riportato riferimenti specifici a quei luridi assassini, la tua osservazione sarebbe stata giusta. Io personalmente, non leggo alcun riferimento. In più, io non ho sollevato una questione di pertinenza, un insulto può esserlo, ma una questione di pacatezza dei toni, e in tal senso un insulto non contribuisce a tale scopo.
    Vedi, carissima, perdere la strada del confronto, porta ad una china di non ritorno che è fatta di incomprensioni. Se si vuole racconatare un mondo, in cui si crede, è bene iniziare a confrontarsi pacatamente con chi in quel mondo non ci crede, perchè il confronto è la via del rispetto.

    • D. Vaccarello
    • 17/01/2010 15:44

    il termine assassini! è riferito a coloro che hanno ucciso la trans Brenda...mi sembra pertinente

    • paolo
    • 16/01/2010 12:31

    Cerchiamo di ricapitolare, da un tuo post del 3 dicembre 2009, leggo: "Perché su l'Unità, quotidiano che ospita la tua rubrica sul mondo glbt, devo leggere "il trans" anche quando ci si riferisce a chi si sente e vuole essere percepita come donna? Dov'è il rispetto?"; in questo passaggio ci si lamenta dell'utilizzo di un articolo determinativo maschile, al posto di un articolo determinativo femminile, utilizzato dai giornalisti dell'Unità. Chi scrive il post, ritiene quindi errato l'utilizzo della lingua da parte di chi l'ha usata, e quindi ha una idea dell'utilizzo della stessa che vorrebbe venisse applicata, e questo non appellandosi ad un uso consueto della stessa, ma sulla base di una soggettivissima sensibilità personale. Io rispondo nel post del 28 dicembre che: "Io non posso pretendere che le persone usino il linguaggio che mutuo io, il linguaggio è mutevole e mutante, ma ha un pregio, quello di essere diretto nell'atto stesso della comunicazione. Trans è un genere? No, maschile e femminile lo sono, mi spiace per chi si sente uomo e non lo è, o chi si sente donna e non lo è, ma ciò che la maggioranza percepisce, la maggioranza definisce, perchè il termine serve con un preciso scopo comunicativo". Chi ha voluto imporre l'utilizzo della lingua in un preciso modo? Chi ha fatto riferimento alla sensibilità dell'interlocutore? Alla sua ottusaggine? (vedi altri post)Il tutto senza conoscere l'iterlocutore? Io credo, e lo dico con tutta la tranquillità del caso, che non sia tollerabile un attegiamento mistificatorio del genere, se chiunque di noi ritenesse di avere la ragione dalla sua parte, sarebbe bene che questa ragione si prenda la briga di dimostrarla semplicemente motivandola. Non è difficile motivare le ragioni. Per la sensibilità, ognuno ne ha una, come anche le ragioni, ma avallare un post con su scritto "Assassini!!!", è quanto meno squalificante per chi vuole fare del suo blog un'area di discussione serena. C'è un limite che molti di voi non hanno percepito, e che io cercherò di chiarirvi, ciò che io ritengo sia giusto e legittimo, non è detto venga ripettato in quanto tale. Il rispetto nasce dalla conoscenza, dalla tolleranza e dalla capacità di confrontarsi, senza prevenzione con l'interlocutore. Farsi possedere dagli isterismi del momento è mortificante e squalificante, non solo per chi si abbandona all'isterismo, illustre Simone Rossi, ma anche per chi ha ritenuto possibile un confronto sereno con l'interlocutore posseduto dall'isterismo, anche perchè per origine etimologica, l'isterismo è o dovrebbe essere donna. Io per parte mia, ho le mie convinzioni, e prendo atto della maggioranza non per affinità ideali di tipo populistico, ma per rispetto democratico che di questa bisognerebbe avere. L'utilizzo di un articolo, piuttosto che un altro, non è materia discutibile se non da chi vuole imporre un modo di pensare, e purtroppo per lui non è in grado di dimostrare l'efficacia di quel modo. Io continuo per parte mia a ritenere che esistano di fatto due generi, e due identità, e che ciò che identitariamente è percepito come oggettivo, non possa essere soppiantato dalla soggettività della percezione. Del resto, sarebbe ingiusto il contrario.

    • sinistri
    • 14/01/2010 12:46

    ASSASSINI!!!

    • Simone Rossi
    • 12/01/2010 00:16

    Paolo. Chi impone qualcosa sei tu. Se tu conversi con un trans (che ha effettuato o sta effettuando il passaggio al genere maschile) o una trans (transizione al genere femminile), utilizzerà gli articoli e gli aggettivi nella medesima maniera in cui li utilizzo io. Per contro, il tuo linguaggio lo/la offenderebbe e ne urterebbe molto la sensibilità.Considerato che al termine del processo di transizione saranno anche dal punto di vista fisico ciò che già dentro di sé sentono di essere, chi impone una visione del mondo sei tu, che non riesci andare oltre all'apparenza delle cose e con la tua intolleranza (hai ragione, già che òle razze non esistono il termine razzismo non ha luogo di esistere). Di fatto imponi al prossimo tuo la tua visione del mondo, anche cadendo nel ridicolo di non vedere la realtà per quello che è.Saluti.

    • delia vaccarello
    • 11/01/2010 23:12

    la lingua italiana ha anche il termine persona, dire la persona trans è già una forma di rispetto. Le associazioni trans chiedono che quando si parla di persone transessuali si rispetti il genere che le persone in questione sentono come proprio, al quale provano ad adattare il fisico fino a sottoporsi a un intervento chirurgico. Chi non conosce il fenomeno o lo ignora volutamente tende a inchiodare la persona trans al genere che rifiuta e che non sente proprio. Una persona nata maschio che sente di appartenere al genere femminile e che ha un aspetto femminile si può tranquillamente chiamare la trans Laura - ad esempio - senza fare offesa all'italiano. Occorre comunque comprendere bene il fenomeno della transessualità prima di difendere rigide posizioni linguistiche che ignorano esperienze e realtà di molte persone che ci vivono a fianco

    • paolo
    • 09/01/2010 20:02

    Forse non hai letto bene il post, sono le dittature che impongono ai giornali di utilizzare termini e non solo, per indurre nella popolazione l'utilizzo degli stessi. La comunicazione è libera, in un paese democratico, e i termini che vengono utilizzati servono allo scopo preciso di comunicare. Ora, esistono due generi nella lingua italiana, non ce ne sono altri, genere maschile e femminile, un trans è una persona che pur essendo di genere maschile assume sembianze femminili, non avrebbe senso, logicamente disquisendo, l'utilizzo del termine la trans, essendo quest'ultimo riservato ad una persona di genere femminile che assume sembianze maschili. L'obbligo di utilizzare un genere piuttosto che un altro, non può essere imposto, la comunicazione è libera. Mi dispiace che tu abbia trovato le mie osservazioni "razziste", io non sono razzista, non posso esserlo per definizione, essendo un "sangue misto", il figlio di un'italiana e di quello che un tempo veniva definito un "meticcio". Posso essere una persona ottusa, chi non lo è del resto, trovo francamente squalificante l'attegiamento di chiunque voglia imporre una propria visione della vita e della società appellandosi ad un utilizzo improprio della lingua, la lingua è di fatto la cosa più democratica che si conosca e spesso resiste alle dittature più tiranniche. Il razzismo ad esempio presuppone due razze differenti, ora un trans bianco caucasico è della mia stessa razza, la differenza tra me e lui è che io ho accettato la mia identità, quella di maschio caucasico bianco, mentre lui non ha accettato la sua. In tutto questo dove sta la differenza di razza?
    Utilizzare la lingua in modo improrpio imponendo dei termini, ad uso propagandistico è un'attività che io personalmente detesto, lo fa Berlusconi in Italia, lo fa solo lui e tu.

    • Simone Rossi
    • 02/01/2010 14:35

    Grazie Paolo per la tua lezione di intolleranza, insensibilità e mancanza di rispetto verso il prossimo. Oltretutto chissà in quale dizionario o enciclopedia universale hai trovato supporto alla tua afermazione su quale sia il genere giusto da applicare al termine transessuale...Peccato iniziare un nuovo anno, in cui si spera il mondo ci riservi buone novità, leggendo un post tanto ottuso, razzista e dal tono autoritario come il tuo. Perché solo le dittature ed i regimi populisti utilizzano il termine "maggioranza" come una clava per zittire il prossimo.Senza contare che, se sui media si utilizzassero la trans ed il trans in accordo con l'identità di genere delle persone di cui si parla, forse la tua supposta maggioranza dei cittadini si comporterebbe di conseguenza. Ma temo questo sia un concetto molto complesso per una persona limitata quale dimostri essere.

    • paolo
    • 28/12/2009 22:04

    Mi dispiace puntualizzare, che è curioso imporre le proprie scelte, è curioso se si pretende che tali scelte vengano accettate. Il trans, è così perchè è genere maschile e non femminile, mi spiace. Io non posso pretendere che le persone usino il linguaggio che mutuo io, il linguaggio è mutevole e mutante, ma ha un pregio, quello di essere diretto nell'atto stesso della comunicazione. Trans è un genere? No, maschile e femminile lo sono, mi spiace per chi si sente uomo e non lo è, o chi si sente donna e non lo è, ma ciò che la maggioranza percepisce, la maggioranza definisce, perchè il termine serve con un preciso scopo comunicativo.
    Imporre l'utilizzo dei termini, e parimenti impedire l'utilizzo di altri termini è censura, un po' come facevano i fascisti, che volevano imporre il termine di cialdino al posto di cachet. Il trans è corretto, la trans non è corretto, insomma se esistesse una donna che assumesse ormoni e sembianze maschili, in quel caso parleremmo della trans, in caso contrario il genere è maschile. Quello su cui bisognerebbe indugiare è sull'accettazione della realtà percepita, altrimenti si fa confusione.

    • Mary
    • 22/12/2009 03:17

    Noi non siamo stati "educati" al diverso purtroppo. sin dall'infanzia abbiamo visto persone "diverse" a noi essere prese in giro, o perchè grasse o perchè povere o per svariatissimi motivi, ma nessuno li ha difesi o tutelati. A volte venivano presi in giro da persone che per prime dovevavo proteggerle! Il mondo omosessuale viene visto anzi viene usato solo per dare scalpore per dare notizia o far aumentare lo Share o l'ascolto. Diventiamo animali da palcoscenico, a gli occhi di tutti sembriamo alieni e non parlo solo di gay e lesbiche ma sopra ogni altra cosa dei trans! Noi omosessuali non abbiamo diritti, per il mondo "etero", nessuno ci tutela a volte neanche i nostri genitori ci accettano figuriamoci il mondo che ci circonda, non siamo stati educati al diverso ripeto, forse per un fatto di morale o non sò cosa perchè in fin dei conti chi ha stabilito che il diverso è omosessuale e il giusto è quello etero? chi ha deciso che la religione cattolica è quella giusta e quelli aderenti ad altre religioni andranno a finire all'inferno o in qualche posto pieno di torture. Io non capisco la società anzi le persone che ci governano, se guardiamo bene le persone che risiedono al "Trono" ci schifano, non ci vogliono dare i nostri diritti. Dobbiamo aspettare sempre, siamo l'ultima ruota del carro della società... Però se le persone potenti devono "sputarsi" addosso siamo i prescelti per i giornali scandalistici, per le serate a matrix o perchè purtroppo a causa di queste cose finiamo in prima pagina ma nella cronaca nera.

    • Carlo
    • 14/12/2009 19:21

    Il caso Marrazzo, per i giornali di sinistra, è stato relegato nei blog.
    Pochissime prime pagine, avrei voluto vedere se fosse toccato a BERLUSCONI. Con la morte del trans si sarebbero scatenate le più assurde "verità". CREATIVI!

    • vaccarelloblog
    • 03/12/2009 19:05

    Ho fatto una pagina ad hoc sull'uso dell'articolo e degli aggettivi che vanno accordati con il genere di elezione della persona trans. Cioè una pagina dopo il cosiddetto caso Marrazzo, perché prima lo aveva già detto spesso. Ho comunicato la necessità ai colleghi che hanno convenuto sulle ragioni.
    Poi credo ci sia per quanto riguarda il mestiere svolto in redazione una dannata fretta, spesso si mette l'agenzia... e l'agenzia spessissimo scrive il trans.....

    • Simone Rossi
    • 03/12/2009 09:39

    Cara Delia, vorrei porti una domanda, sebbene sappia che tu poco possa fare. Perché su l'Unità, quotidiano che ospita la tua rubrica sul mondo glbt, devo leggere "il trans" anche quando ci si riferisce a chi si sente e vuole essere percepita come donna? Dov'è il rispetto? Perché un quotidiano di area progressista e libertario come il vostro deve scadere in questa forma d giornalismo da bar sport quando riporta notizie che riguardano le "minoranze"? Perché ci si deve rifeire ad un o una transessuale utilizzando il genere in cui egli o ella non si riconosce? Perché si indica erroneamente un immigrato irregolarmente residente in Italia come clandestino, anche quando il suo status è ininfluente ai fini della notizia? Perché di un indiziato sappiamo la nazionalità quando è straniero, come se questa facesse la differnza?Buona giornata a tutt*

    • Olemerio
    • 02/12/2009 22:19

    sono dopo diverso tempo ripassato su questo interessantissimo blog, e mi ritrovo a leggere AISIA e quindi debbo ribadire che "tutto cio´che e´reale e´razionale" quindi i transessuali mentali o gli ermafroditi fisici non sono affetti da nessuna malattia o nessuna sindrome,ma la loro presenza (ugualmente come sono inutili i capezzoli nei maschi)dimostra che il maschio e´una creazione necessaria operata evoluzionisticamente della femmina , e quindi gli esseri dalla sessualita´"confusa" evidenziano come il processo di creazione del maschio sia ancora in atto, quando gli omosessuali non esisteranno piu´il genere umano avra´terminato il suo percorso.Se riuscite a capire questo concetto smetterete di angustiarvi con i vostri dubbi ed accetterete piu´serenamente il piu´largo e piu´complesso concetto di uomo inteso come unita´del tutto ( e non unita´organo della De Gregorio),anzi farebbe bene Delia a pubblicare su carta che molte tesi sono antiche superate e superficiali per far riflettere chi vi aggredisce e vi picchia affinche´non lo faccia piu´in futuro.

    • guido perazzi
    • 01/12/2009 19:24

    ........... cari lettori.io penso e ne sono convinto convintissimo, che il perdono lo devono chiedere a noi tutti quelli delle classi dirigenti....... che non hanno fatto nulla, e non stanno facendo nulla per educare democraticamente alla democrazia........ per comprendere che il rispetto dell'altro del diverso dei diversi, è determinante per la convivenza civile..... altrimenti la barbarie si svilupperà ancora.Purtroppo le classi dirigenti dell'Italia, pensano al pil al debito pubblico che è determinante.....ma lo ancora di più determinante la cultura civile del vivere insieme.... il nemico non esiste al di fuori della propria testa!!!!!!!ciao da guido

    • anna macchi
    • 30/11/2009 10:52

    che bisogno c'è di chiedere perdono PUBBLICAMENTE al papa per aver amatA una transessuale per dieci anni e forse più.....? prima che questa pagina venga riempita da chi mi spiegherà con sufficienza chi si deve o non si deve amare e perchè si deve e non si deve amare e in che modo si può amare o non si può amare e perchè si deve chiedere perdono al papa o al presidente del consiglio piuttosto che a manitù o alla dea kali, mi chiedo cosa spinge il signor Marrazzo a non ritenere giusto di dare ai suoi gesti successivi l'accaduto (ivi compresa la morte di brenda e non solo) il conforto della solitudine e della dimensione privata.....

    • Chit [www.chitblog.net]
    • 27/11/2009 13:04

    Io quest'anno ho partecipato per la prima volta al candle light di Torre del Lago, è stata una cerimonia semplice, molto coinvolgente e toccante, dove sono state ricordate tutte le vittime di transfobia del 2009. Fa male constatare che è un elenco che non vede una fine!

    • AISIA
    • 24/11/2009 10:29

    Gentili sigg. Delia Vaccarello e Francesca Eugenia Busdraghi, AISIA è il gruppo di supporto per donne affetta da sindrome di morris.

    Poniamo la vostra attenzione su alcune informazione, di lei sig.ra Busdraghi, non corrispondenti a verità, come da Lei detto nel suo blog del 21/11/2009 .

    Lei, gentile sig.ra Busdraghi, si definisce di essere di sesso genotipico XY e di sesso fenotipico XX: ciò non è corretto, per 2 motivi.

    - Lei per sua stessa ammissione è una transessuale: cioè è passata dalla condizione fisica e sessuale maschile, da dopo la nascita fino all'età matura, alla condizione fisica femminile.

    - non è corretto definire il sesso fenotipico con XX, perchè la doppia X rappresenta i due cromosomi sessuali femminili e possono essere utilizzati solo per definire il sesso cromosomico.

    Converrete con Noi che le due situazioni sono completamente diverse, ma le affermazioni della sig.ra Busdraghi confondono le condizioni di transessualità (cambio di sesso esterno post-nascita e di propria volontà) e intersessualità (pre- nascita), danneggiando le donne affette dalla sindrome di morris, che sono XY fin dallo sviluppo fetale, ma sviluppando insensibilità agli androgeni (testosterone), vengono alla luce con genitali esterni femminili.

    Quindi se lei correggesse "ho un sesso cromosomico XY ma fenotipicamente sono una femmina" , allora non le si può dire niente, se non che "specifichi che è stata una sua scelta", che la sua situazione non è paragonabile con la situazione di chi è nato con sesso cromosomico XY e fenotipo femminile.

    Purtroppo il caso Marrazzo e la super esposizione del caso, ha fatto si che alcune persone abbiano esposto il loro caso personale, in alcune trasmisioni televisive, in maniera ambigua, poco precisa e approfondita per volere loro o di altri, creando confusione, morbosità, idee non corrispondenti alla realtà, dando amarezza e dolore alle nostre assistite e alle loro famiglie.

    Distinti saluti

    AISIA Associazione Italiana Sindrome di Insensibilità agli Androgeni www.sindromedimorris.org

    • Caterina
    • 23/11/2009 22:30

    Io non so se la povera Brenda sia stata ammazzata o se si è suicidata.
    Quasi sicuramente è stata ammazzata da qualcuno che voleva farla tacere perché sapeva troppo. E questo la dice lunga sul marciume che c?è dietro al cosiddetto caso Marrazzo. Sicuramente dice tanto sul fatto che lei come le altre povere creature coinvolte in questa storia non fossero meritevoli di protezione.
    Ma che importa per la nostra pietà se la poveretta è morta per mano altrui o se si è tolta la vita?
    La morte di Brenda, come tutte le morti di questi poveri esseri umani, è certamente legata alla transfobia. Al rifiuto di una società ottusa a considerarli esseri umani al pari di tutti gli altri.
    Pensate forse che tanti transessuali si divertano a fare una vita degna del peggior film dell?orrore? Pensate forse che non aspirerebbero anche loro ad avere una casa, un lavoro, e una vita affettiva che tutti hanno diritto di avere?
    Sicuramente Brenda è stata ammazzata dall?emarginazione, dalla disperazione cui è stata spinta. Dalla cattiveria, dall?ipocrisia, dal perbenismo di certa parte della società che tiene queste povere vite nell?oscurità, le deride in pubblico e le frequenta in privato.
    E? doveroso trovare l?esecutore materiale e i mandanti di questo omicidio, per rendere giustizia a questa povera ragazza.
    Ben più difficile è punire i mandanti morali.

    • The_Dark_Inside
    • 23/11/2009 12:16

    Cara Francesca Eugenia, grazie per cercare di delegittimarmi per l'ennesima volta, ma in realtà del tuo fenotipo o dei tuoi documenti di identità non me ne frega niente. Dici di essere Francesca? Sta bene, per me sei Francesca e basta, a prescindere dalla tua carta di identità. Però non puoi negare il fatto che il termine trans nel suo significato è oramai irrimediabilmente compromesso, associato inscindibilmente a quello di viado, prostitute con il pene richieste da persone con gusti sessuali "particolari". Quindi a "corpi", perdipiù in vendita, e a nessuno ahinoi/voi/loro interessa niente di cosa ci sia "dentro" quei corpi. E sono corpi la cui femminilità, laddove non sia qualcosa di grottesco e caricaturale, è comunque un'impostura, un artefatto, il prodotto di un centro di chirurgia estetica. Per cui, a parte una corretta sintassi per cui il termine "trans" quale aggettivo sostantivato è attratto nel genere maschile, nell'immaginario collettivo "trans" non è assolutamente identificabile con qualcosa di femminile. E' la realtà dei fatti -giusta o sbagliata che sia- per cui è una forzatura volere imporre dei laccioli grammaticali contrari al sentire comune del 2010.
    Se invece il collegamento con la "strada" non c'è e si parla di persone transgendere che danno il loro contributo alla società quali architetti, ingegneri, giudici, fruttivendoli o altro il discorso cambia. Sono convinto che se mai tu -o altre- finite sul giornale (magari non nella cronaca nera), tu sarai per la stampa Francesca Eugenia e basta, nessuno ti appiccicherà nemmeno l'appellativo "trans" con relativo articolo. Sbaglio? Saluti.
    di cui ,

    • akira
    • 22/11/2009 19:53

    Brenda era una persona,un essere umano,coinvolto nella mondezza di una società fascista e talebana,una società che farebbe impallidire epoche post primo millennio.Pace a te essere umano,vissuta in una società che giudica gli esseri umani in base al potere e ai soldi.o ci ribelliamo tutti,trans etero gay,con una lotta rivoluzionaria,anche armata!!!!!Basta con il buonismo dei se..dei ma...mentre la gente catto-fascista,uccide ed è impunita. Siamo persone,cittadini,o no????Siamo in uno stato di dirittoo no???.Si al giorno della memoria per dire basta..ma basta anche con i ghetti!!!I ghetti li creano da millenni i tiranni.Sentiamoci esseri umani,tutti senza fare lobby...uniti contro il fscismo-pensiero.BISOGNA ESSERE UNITI,BASTA COL DIRE MA...FORSE...SONO FASCISTI alcuni si,altri no...SEVERI E DURI COME SONO I FaSCI-RAZZISTI.RADICALISMO e basta sorrisini ai PRIDE!!!!

    • paolo
    • 22/11/2009 13:17

    Io non credo sia un problema di giornata della memoria, sia perchè le giornate della memoria sono numerosissime, sia perchè conoscerle in particolare è virtù di pochi, e solo di chi è interessato a quelle giornate, che se mi passate il paradosso, si ricorda dell'oggetto della celebrazione ogni santo giorno. Io non credo sia neanche un problema di attacco transofobo, o transfobo, fate un po' voi. La vicenda è oscura, gli inquirenti, come si dice in questo caso, stanno indagando a 360 gradi, come a dire che al momento non sanno bene: chi, cosa, e perchè; e tuttavia lo sproloquio regna sovrano. Cerchiamo di discutere per quanto si possa farlo. Il caso Marrazzo, è un caso tragico, direi, e come tale vicino al buffo, pensare che un presidente di regione spenda il proprio stipendio, se di stipendio si tratta, per una tirata di coca e ...lasciamo stare, è tragico, specie per chi quel personaggio l'ha votato, e specie per chi le cifre spese, per il singolo trastullo del presidente, e riportate sui giornali, le guadagna in due o tre mesi di lavoro, di lavoro duro. Il ricorso all'aneddottica buffa, è un ricorso salvifico, per Marrazzo, perchè a guardare seriamente la situazione, da uomo di sinistra, ci sarebbe da sputargli in faccia, e questo perchè quel vizio, lo abbiamo pagato noi materialmente e politicamente, lui francamente non ha pagato un'emerita "ceppa", perchè se non ci fossero state le intercettazioni si sarebbe fatto ricattare bellamente alla faccia, come sempre, del popolo sovrano. La differenza con il nano di fatto esiste, purtroppo, perchè è nel vizio una differenza di coerenza, e ciò che pubblicamente si è percepito è il seguente passaggio logico, tutti sanno che mi piacciono le donne, se vado con un uomo con sembianze vagamente femminili, allora sono un pervertito. E' un passaggio semplice, questo certamente sì, ma di fatto è quello che è passato.
    Io ho votato un p******, nulla di male, ma a saperlo prima magari...
    Veniamo all'argomento chiave, la perversione, e la perversione non è solo di quello che condivide atti sessuali con un trans, ma anche di quello che lo fa con una prostituta, la perversione è nell'atto stesso di pagare perchè pagare per possedere è un atto di perversione, ed è in questo che il nano è perverso. Cambia semmai l'oggetto e il soggetto del possesso, ma di fatto è perversione il solo concetto di possesso.
    Il discorso è complesso, quello che mi preme è sottolineare, come ogni caso abbia la sua specificità, il fatto che vi fosse, grazie ai trans di quella zona, una serie di attività illecite, è agli atti di questa vicenda, lo smercio di cocaina, i ricatti con filmati, è tutto agli atti di una situazione che deve essere sempre tenuta presente. Il quadro mi sembra abbastanza chiaro, come è chiaro nello specifico l'intento di salvare il salvabile, da parte di qualcuno, recuperare una situazione compromessa, che ha lasciato solo l'olezzo delle miseria di certe condizioni umane, cercate? Volute? Forse. La tristezza sta nella morte di un uomo, di nome Brenda, sfortunato? Forse, tanti uomini e tante donne muoiono violentemnte, per mano di un uomo, Asdrubala non perde occasione per ricordarcelo e ricordarselo, come tanti bambini per mano delle loro madri. Mi verrebbe da dire che è il relativismo delle cose di questo mondo, perchè ogni patologia ha il suo soggetto bersaglio, e qui la natura fa tristemente e inesorabilmente il proprio corso.

    • Anna Paolucci
    • 22/11/2009 09:25

    Le tante voci che parlano sul sito riguardo la morte di Brenda rappresentano la sensibilità e il dolore di tutti quelli che non accettano la violenza, ovunque e comunque si manifesti. Queste voci rompono il silenzio: il silenzio terribile dentro l'anima e il corpo di Brenda negli attimi in cui ha capito che stava morendo, e le persone amate svanivano davanti ai suoi occhi,insieme alle ombre che erano ancora i suoi sogni.

    • Francesca Eugenia Busdraghi
    • 21/11/2009 17:25

    Carissimo Dark_Inside...
    io sono genotipocamente XY ma fenotipicamente XX, tant'e' che ho documenti, codice fiscale e tanti altri ammenicoli che fanno di me una donna che puo' sposarsi senza problemi .
    l'unica forzatura , al solito, e' il modo davvero inopportuno, fobico e sprezzante con cui continua a rivolgersi nei confronti delle persone Transessuali.Le ricordo , e sra' per la miliardesima volta, che non solo siamo nel 2010, ma che l'educazione e la civilta' non sono una mera opinione.
    La nostra dolcissima e preparatissima Delia Vaccarello e' stata per anni l'unica a declinare il genere in modo corretto, stamane parte della stampa ha usato il femminile.Vergognoso , invece, il solito Matrix di Canale 5 che non si e' smentito, una trasmissione "Agghiacciante" ... ma d'altra parte lei e' quello che vuol vedere , vero?
    Signor Dark_Inside, le auguro di nuovo buona giornata, e mi auguro che possa , finalmente, anche lei arrivare nel 2010, rispettando una persona che e' stata uccisa in modo barbaro nel nostro Bel Paese.

    • nickdrago per Delia
    • 21/11/2009 16:50

    Cara Delia, grazie..molto gentile a rispondermi, e cosi' sollecitamente, non capita quasi mai sui blog, neanche quello della direttrice (sara' che ci sono tanti interventi,ma si vede che lei ha una sensibilità particolare). Naturalmente concordo parola peer parola con lei, e con quanto riporta da parte delle associazioni, io esprimevo e esprimo solo una gran meraviglia che nessuno a sinistra, mi pare nenache' sull'Unità abbia notato queste incredibii (infatti stento a crederci) scivolate di trasmissioni come CHE TEMPO CHE FA e PARLA CON ME, dove peraltro (giustamente) si satireggia o si ammicca contro fascismo, leghismo, maschilismo, berlusconismo...che il sesso sia uno dei noccioli duri del potere, che non riusciamo a scalfire perche' ne introiettiamo i valori perversi di diseguaglianza? Mah!: chi scrive sarebbe contentissimo che berlusca andasse a casa, sia pure per un governo Tabacci-Fini (festa nelle piazze)...ma la vera alternativa sara' lunga.. Cari saluti e grazie davvero per il suo impegno e per questo splendido blog, nickdrago (Elio, Napoli)

    • Picchio
    • 21/11/2009 15:32

    Ricordo ancora il tempo in cui si parlava di "delitti nati nel mondo omosessuale..."come se fosse un mondo a parte, in cui era possibile anche il delitto.
    Chi uccide una trans non la riconosce come PERSONA, figuriamoci se ne consente il diritto all'affettività.
    Riguardo a Brenda, non la collocherei fra le vittime di chi odia il diverso. Io credo che il mandante sia uno che i trans li ha apprezzati.
    Il che rende tutto ipocrita e terribile. Probabilmente si tratta di un assoggettato all'omofobia (che pena), ma probabilmente (come il "vecchio professore" de "La città vecchia" di De Andrè) in pubblico un fautore dell'omofobia. Vigliacco, ipocrita e assassino!

    • Delia Vaccarello
    • 21/11/2009 09:43

    Gentile Nickdrago, non ho apprezzato quasi nulla, se non fortunate eccezioni, delle trasmissioni tv che hanno parlato di transessualità, fenomeno ri-scoperto in chiave giallistica e legato alla cosiddetta vicenda Marrazzo. Ritengo che il voyeurismo abbia preso la mano a più d'uno, il sorrisetto ammiccante, l'incapacittà vicinissima alla non volontà di smetterla di non rispettare le persone transessuali. A questo proposito le posto qui la pagina di liberi tutti pubblicata il 2 novembre, sperando di rispondere in questo modo alla sua richiesta: _
    ______________________________
    LIBERI TUTTI 2 NOVEMBRE "Il video col trans", "il condominio dei trans", "andava con i trans": frasi che lasciano intendere una ineluttabile appartenenza delle persone trans al mondo della prostituzione e dei "festini". Una trans non "nasce" prostituta. . Si tratta di persone che sentono di appartenere a un genere diverso dal sesso alla nascita e che possono adeguare il corpo con un intervento previsto dalla legge . Ingegneri, assistenti per anziani, educatori, informatici, ecc. ecc, svolgono tutti i lavori del mondo. Ci sono anche coloro che si prostituiscono, così come lo fanno donne e uomini. La prostituzione non ha un genere prescelto. A denunciare "la cascata di pregiudizi" sono associazioni e sindacati. Giornali e tv hanno condito "il caso Marrazzo" di falsità. Non ultima che Piero Marrazzo fosse gay, una convinzione che attribuisce a un gay comportamenti diffusi negli etero. I maschi omosessuali in genere scelgono un uomo come oggetto dei desideri e oggi formano spesso coppie visibili. Ancora: la tendenza a dire sempre "il trans" segnala il rifiuto delle elementari richieste fatte dalle associazioni: si dice "la trans" indicando un uomo che si sente donna, mentre si dice "il trans" nel caso di chi, nato donna, sente di essere uomo. Le persone trans da tempo lottano perché almeno nel linguaggio venga riconosciuto il genere che sentono proprio. Parla di sconfitta Gigliola Toniollo, alla testa dei "Nuovi Diritti" della Cgil: "Voglio esprimere un senso di sconfitta anche personale e di rabbia dopo tanti anni passati a spiegare, informare, istruire sulla realtà transessuale e transgender, in prima persona o assieme alle tante associazioni. Abbiamo organizzato convegni, fornito glossari, spiegato differenze terminologiche che vanno ben al di là del buon uso dell'italiano e sono politiche di rispetto: è bastata la smania della situazione morbosa ed è tornato il medio evo del trans sempre declinato al maschile (ma non si fa chiamare Natalie?) e soprattutto usato come perfetto sinonimo di prostituta. Siamo ripiombati in pieno nel "torbido ambiente" di pessima tradizione...". Ad attizzare i toni di media inclini al voyeurismo, è il gusto di degradare. Macchè richieste di diritti ? sembrano sottintendere certi articolisti - le trans sono prostitute col pene e chi va a trans è gay!. "Purtroppo non si tratta di sola ignoranza, bensì di mancanza di professionalità e soprattutto di vero e proprio razzismo - aggiunge Gigliola Toniollo -, il che rende sempre più remota la possibilità di un riconoscimento di quei diritti individuali e di quelle libertà personali per cui non cesseremo di continuare a batterci". L'attacco non viene solo da sinistra. Francesca Busdraghi, neodonna, presidente di Azione trans e referente per il Lazio di Gaylib, si chiede perché faccia maggiore scandalo un personaggio pubblico che si accompagna ad una prostituta trans piuttosto che ad una prostituta "normale". Il Circolo Mario Mieli lamenta "la facilità con la quale la comunità trans straniera può essere oggetto di folli e incontrollabili prevaricazioni". Mauro Cioffari si dice pronto a contrastare le ricadute sulla battaglia per i diritti. "Da anni sono impegnato, in ogni momento della mia giornata e alla luce del sole, per i diritti civili e di cittadinanza delle persone omosessuali e trans -. Continuerò a farlo anche a nome e per conto di tutte quelle persone che non possono essere libere di vivere la propria sessualità in maniera serena e visibile".

    • Aurelio Mancuso, Arcigay
    • 21/11/2009 09:30

    Proprio nell'11° Giornata mondiale del Transgender Day of Remembrance, che dall?assassinio di Rita Hester a Boston nel 1998, ricorda come siano profondi e diffusi i pregiudizi e le discriminazioni nei confronti delle persone transgender, si apprende che Brenda persona transgender coinvolta nell'affaire Marrazzo è stata trovata morta. www.arcigay.it/contro-transfobiaQuesta coincidenza dovrebbe far riflettere la politica, i mass media, l'opinione pubblica come siano state umiliate in questo periodo le persone transgender, che purtroppo sono costrette in molti casi, soprattutto se non italiane e senza permesso di soggiorno, a prostituirsi.Tutta la vicenda si tinge ora dei colori scuri del dolore e della rabbia per chi, come le associazioni trans e omosessuale, tutti i giorni cerca di far comprendere che, con pochi e semplici provvedimenti legislativi e azioni sociali, migliaia di persone trans potrebbero non vivere più nell'emarginazione e in preda alle organizzazioni criminali.Ci auguriamo che sia fatta presto luce su questa tragedia, che la Procura di Roma ha iscritto come omicidio volontario.Rimane il fatto che Brenda è l'ulteriore vittima di un?irresponsabile spettacolarizzazione di realtà complesse, trattate come sempre dai media per soddisfare audience e vendite di copie, in cui non si rispettano dignità, difficoltà, storie personali contrassegnate da discriminazioni e violenze di tutti i tipi.

    • Anna
    • 21/11/2009 00:10

    Ma perchè Brenda non aveva nessuna protezione?Era sicuramente in pericolo poichè in questa torbida vicenda ci sono personaggi che non vogliono che si sappia tutta la verità.Brenda sapeva troppo!

    • Francesca Polo Arcilesbica
    • 21/11/2009 00:09

    Quella che dalla stampa viene chiamata la "vicenda Marrazzo" assume oggi una svolta tragica: Brenda, una delle transessuali che l'ex governatore del Lazio frequentava, è stata uccisa.Non crediamo si tratti dell'ennesimo atto di violenza gratuita che la popolazione transessuale subisce in questo paese; non crediamo al delitto dettato dall?ignoranza e dal pregiudizio. Crediamo invece che l?uccisione di Brenda serva a coprire una realtà di ipocrisia, omertà e censura che coinvolge il mondo della politica e dei vip non ancora scoperti. Nell'Italia del "si fa ma non si dice" troppi personaggi perbene temono gli scandali o li commissionano; Brenda era una testimone scomoda e chi ha voluto sbarazzarsi di lei conta sul poco valore che si dà alla vita di una trans. Ci auguriamo che la morte di Brenda spinga qualcuno a dire quello che sa, in un tardivo sussulto di dignità e coerenza; ci auguriamo che le indagini restituiscano almeno la verità a questa ennesima ingiustizia.

    • nickdrago
    • 21/11/2009 00:01

    Cara Delia, grazie del Blog, e ho apprezzato moltissimo anche la sensibilità con cui la direttrice Concita d.G. ha trattato il tema dei trans a Prima Pagina di Radio 3. Colloquiava con un trans che giustamente sottolineava che il trans non necessariamente si prostituisce, e entrambi stigmatizzavate le volgarità e le ipocrisie con cui si tratta il tema dei trans. Mi piacerebbe, Delia, un suo commento alla ipocrisia con cui anche a "sinistra" (e qui parlo della sinistra "televisiva", ammesso che esista). Infatti vorrei segnalare, oltre che la (ovvia, o no?) incomprensione del problema da parte di tanta gente ("ma almeno berlusconi andava con le donne, questo fatto di Marrazzo coi trans invece fa schifo.."),come un certo maschilismo sia imperante ovunque, anche a "sinistra" (virgolette piu' che doverose).Segnalo p.es. 2 trasmissioni "cult" di noi di sinistra (anche il sottoscritto):1. CHE TEMPO CHE FA di F. di Fazio : un sabato sera di fine Ottobre, nella parte giornalistica curata dal (simpaticissimo e progressista) giornalista Gramellini de "la Stampa", questi se ne esce con questa frase, piu o meno: "ma insomma, berlusconi andava con le donne, Marrazzo coi trans : nessuno che abbia la solita, normale" amante?),e giu' risate da parte di Fazio e il pubblico (come se il problema sia nei trans e non nello scambio pubblico-privato. Mi pare,ma è così difficile capirlo?, o forse sono io che mi sbaglio?? che se Marrazzo fosse andato con una amante "normale" e in cambio le avesse dato un incarico in regione, la cosa sarebbe stata molto peggiore)2. PARLA CON ME della Dandini: la sera di giov. 29.10.09, veramente squallido l'ultimo sketch della trasmissione, proprio in chiusura: uno sfotto' sul "caso trans" con una finta trans ( a volto coperto, ovviamente:..ovviamente?) che parlava - di Marrazzo e altri politici - con il solito cliche' sia nell'intonazione della voce che nell'inflessione "brasiliana"..Mamma mia che vergogna. Satira, certo, ma di uno stile volgare che pensavo appartenere solo alla destra becera.Sottolineo, se ce ne fosse bisogno, che il trans con cui la direttrice ha parlato in Radio non mi sembrava avere ne' l'accento brasiliano ne' una voce "ambigua". Brava Concita, Vergogna per la dandini (chi se lo poteva aspettare?).Come mai nessuno l'ha notato? Cari saluti

    • Cicolo Mario Mieli
    • 20/11/2009 23:22

    Nella giornata del Transgender day of Remembrance, in ricordo di tutte le transessuali vittime della violenza, Brenda, una delle transessuali coinvolte nell?affaire Marrazzo, è stata ritrovata priva di vita, il corpo carbonizzato, nella propria abitazione. I media hanno parlato dapprima di un suicidio, successivamente questa ipotesi è stata accantonata dagli stessi investigatori che stanno compiendo le indagini. Pochi giorni fa Brenda era stata coinvolta in una rissa durante la quale le era stato sottratto il cellulare. Nella sua abitazione gli inquirenti hanno trovato il suo computer immerso nell?acqua. Tutto questo fa presupporre che la sua morte non sia stata casuale ne un?aggressione ?occasionale?, bensì l?eliminazione di una persona scomoda, che sapeva più di quello che ha detto e lasciato intendere. Ma a prescindere dal risultato delle indagini in corso, che ci auguriamo portino all?individuazione di uno o più colpevoli, e, se ce ne sono, di uno o più mandanti, quello che ci preme sottolineare ancora una volta è la terribile condizione di vita delle persone transessuali, spesso vessate e minacciate addirittura da coloro che dovrebbero invece caso mai al massimo controllarle ed eventualmente, come nel caso di Brenda, tutelarle.Pur non essendo né colpevoli né tantomeno indagate, sono proprio le persone transessuali che da questa storia ne escono, se ancora sono vive, drammaticamente massacrate. Ci auguriamo che almeno questa volta, di fronte ad una ennesima morte così atroce, tutti abbiano almeno il coraggio di una seria riflessione, questo soprattutto per le istituzioni a cui rivolgiamo il suggerimento ad una maggiore conoscenza del fenomeno e delle possibili risposte per aiutare e tutelare migliaia di cittadini e cittadine facili bersagli di discriminazione e odio.

    • carlos
    • 20/11/2009 22:22

    benvenuta brendanel buio labirinto dei misteri della repubblica italiana.buonanotte brenda riposa & non ascoltare il silenzio d'amore di chi magari per piangerti prima vuol sapere com'è che andavi a pisciare.carlos

    • chas
    • 20/11/2009 22:08

    con tutto il rispetto......dear dark inside, della tua etero_responsabilità, forse, senza accorgertene, sprizzi "dark outside"......delle motivazioni addotte da tutti coloro che fanno distinguo tra un omicidio "chiaramente transfobico" ed un assassinio, ehm, come dire, "legato al vizietto di filmare, ricattare, o semplicemente,, di essere coinvolto nel caso marrazzo"....con tutto il rispetto...chiaritemi la differenza...se alcuni di noi sono costretti a vivere nelle fogne, emerginati e fragili, per primi esposti ad ogni sorta di ricatti, che generano ricatti, miseria che genera miseria, questa non è TRANSFOBIA, OMOFOBIA,...CHE ALTRO !!!con tutto il rispetto...ho orrore della vostra lingua pelosa.ho terrore della vostra "buona" coscienza", più grondante di sangue di un coltello tagliente.con tutto il rispetto...chas.

    • marco
    • 20/11/2009 21:20

    Anche Brenda è vittima di questa società che discrimina,tanto è vero che,nell'affaire Marrazzo,nessuno ha pensato per lei,pur sapendo che sapeva troppo ed era a rischio,nè ad una forma di protezione o di scorta.Perchè era una trans.

    • Simone Rossi
    • 20/11/2009 19:34

    Che amarezza...
    Prendersela con chi e' piu' debole, fisicamente o psicologicamente, e' purtroppo uno "sport" in cui molti esseri umani dimostrano di eccellere.
    Peccato non credo in alcun dio, l'esistenza di un aldila' mi aiuterebbe ad alleviare il dolore e la rabbia che provo quando leggo queste notizie.

    • marco
    • 20/11/2009 19:24

    Dall'inizio è stato evidente che non si trattava del caso Marrazzo,ma dell'affaire Marrazzo.E le trans sono state da subito considerate conniventi di estorsioni,ricatti e robe varie.Da nessuna parte si è levata una voce verso chi è stato teattato come un genere di consumo da parte del potente di turno.No,si parlava di trans,di persone.Brenda,per quel che se ne sa al momento,probabilmente era solo un tassello di un gioco più grande di lei del quale sapeva troppo.Che la sua morte serva a ridarle sui media quella dignità di persona che le è stato negato in vita.Accertare la verità,coinvolga chi coinvolga,le è dovuto,visto che a nessuno è minimamente passato per la testa di metterla o sotto scorta o protezione,considerato che la vicenda Marrazzo aveva fin dall'inizio tutti i connotati,al di là delle preferenze sessuali dell'ex Presidente della Regione Lazio,di un torbido affaire.

    • Nina x sig.ra Asdrubala
    • 20/11/2009 17:55

    Scusi se si è sentita offesa ma io non la penso come lei. Guardi che non ho mica negato che vi siano persone che uccidono i trans in quanto tali, solo che le considerazioni che ha fatto lei sulla storia non mi paiono convincenti. Secondo me è diverso uccidere un trans in quanto tale dall'uccidere la propria donna perchè si è scoperto il passato. Se uno soffre di transfobia credo ucciderebbe qualunque trans gli capiti a tiro, questo qui invece ha ucciso la SUA donna perchè gli aveva mentito. Penso sia diverso e spero che non si arrabbi nessuno se la penso così.

    • The_Dark_Inside
    • 20/11/2009 16:32

    Due considerazioni: 1) lasciamo stare l'accostere Brenda alla transfobia... è più probabile che avesse il vizietto di riprendere i suoi "ospiti" più importanti e che quindi l'assassinio sia avvenuto per tutt'altro genere di motivi; 2) anche l'articolo de L'Unità sul caso Brenda più volte ne parla come IL trans. Ebbene, se anche voi, voce del progressismo più illuminato (?) cadete in simili svarioni così poco politicaly correct, non è che ciò sia un indizio del fatto che volere imporre la "femminilità" di chi -almeno biologicamente- donna non è, sia una forzatura, una violenza morale alla coscienza collettiva? Per carità, ciascuno ha diritto di essere felice innanzitutto con sè stesso/a, le violenze non sono mai in nessun caso ammissibili, se mi trovo vis a vis con una persona transessuale faccio di tutto per trattarla in modo da assecondare il suo sesso elettivo ecc ecc, ma lasciateci almeno liberi di deciderlo noi poveri "etero" chi è donna -cioè, fondamentamente, chi è legittimo oggetto del nostro desiderio- e chi no, "a pelle", e di poterci esprimere di conseguenza, senza tanti lacciuoli grammaticali...
    Comunque, consideratemi idealmente con voi nella giornata anti-violenza. Saluti.

    • nadia
    • 20/11/2009 16:12

    La morte violenta di questa transessuale non la collegherei proprio all'omofobia (vigliacca). La nota vicenda -che la vedeva tra le "persone informate dei fatti" fino a ieri in vita,dato che un altro era già morto -è ben più collegabile. Già viste le precedenti violenze su di lei, sarebbe stato appena il caso di proteggerla. Confido che ne sia "solo" mancato il tempo e non invece che, qui si in quanto trans, di lei, soggetto di strada, non fregava niente a nessuno :(.

    • Francesca Eugenia Busdraghi
    • 20/11/2009 15:43

    Ho appreso la notizia direttamente dalla redazione di RTL 102.5 che mi ha contattata per un commento da mandare nel notiziario, come associazione abbiamo deciso di non oscurare il sito per il TDOR ma di lasciare online il comunicato stampa, e' certo che le primissime impressioni che abbiamo avuto sono state subito confermate dalle prime indiscrezioni .
    Ho letto qua persone infastidite dal TDOR, beh vi posso dire che se la percentuale di morti tra trans e donne ( solo prostitute) fosse la stessa avremmo qualche migliaio in piu' dio morti.L'incidenza di omocidi a parita' di individui e' di 300:1 a svavore delle persone transessuali.
    vi rimando ad un abstract del comunicato che e' stato fatto stamane alle 10:30
    20/11/2009

    Comunicato Stampa

    E' deceduta la Trans "Brenda" coinvolta nello scandalo Marrazzo

    .......molti sono gli interrogativi per la orribile morte che avrebbe coinvolto la transessuale Brenda, testimone chiave del cosiddetto "caso Marrazzo", vicenda che ha portato, come è noto, alle dimissioni l'ex presidente della Regione Lazio, esponente di spicco del Partito Democratico.
    "Proprio oggi, giornata internazionale del ricordo delle troppe transessuali uccise nel mondo (T.D.O.R.) ci chiediamo - dichiara Francesca Eugenia Busdraghi - se la Magistratura non avrebbe dovuto tenere sotto sorveglianza e protezione la testimone chiave di una vicenda sempre più ingarbugliata. La risposta, purtroppo, ce l'abbiamo già - prosegue Busdraghi - e nel dolore umano per la morte violenta quanto misteriosa di una persona, non possiamo non affermare che probabilmente il fattaccio si sarebbe potuto e dovuto evitare attraverso accortezze che comunemente vengono garantite ai protagonisti di fattispecie simili".
    "Di certo la trans - conclude Busdraghi - si era trovata in un affare molto più grande di lei e, non scordiamolo, appena la settimana scorsa era stata vittima di una violenta aggressione, addebitata da una stampa a un gruppo di romeni. Ora leggiamo di una fine tanto terribile. Crediamo vi sia almeno materiale sufficiente a riflettere"................

    subito dopo le conferme, e da come si prospetta la modalita' e la ferocia sembra tipico di un certo tipi di attivita' malavitosa di stampo mafioso o simili.Cosa nasconde questo omicidio non lo possiamo sapere, di certo tutto e' ranne che chiaro e speriamo davvero che si possa fare ( almeno in parte ) chiarezza.Ci i mandanti, chi gli esecutori, quali i moventi e perche' nessuno a sorvegliato/protetto la testimone chiave di questa vicenda che tutto e' tranne che conclusa

    Francesca Eugenia Busdraghi

    • Asdrubala
    • 20/11/2009 15:29

    I commenti che leggo sono davvero vergognosi. Che le donne subiscano altrettanta - e più - efferatezza, lo si sa da milleni, motivo per cui non mi soffermerei su questo o questa vittima. Immagino sia più costruttivo parlare del fautore di tali crimini, che non è un maschio "disturbato". Troppo facile. E' un maschio che non accetta democraticamente l'esistenza dall'altro da sé. Prepotente, violento, conservatore, intriso di "virilite" acuta, reattivo alla perdita sociale del suo status quo che lo ha sempre voluto padrone degli altri e delle altre. Un maschio mai contrastato dagli altri maschi che si sentono "migliori". Eh, no. Il vostro silenzio sul loro modus operandi è paragonabile a quello dell'assassino. Il vostro silenzio è una complicità devastante. Non avete il diritto di dire alqunché, se non avete il coraggio di segnarli a dito uno per uno. A.

    • Rossella
    • 20/11/2009 13:25

    e che cosa vuol dire? e forse non ci battiamo contro la violenza sulle donne? che significa???!!! le persone trans vengono uccise in quanto trans, VENGONO UCCISE! vale meno forse? non bisogna dirlo? che piacere vuoi fatto: quello di tacere? come mai ti dà così fastidio? per chi dice che sarebbe il gesto di un partner disturbato...guarda che il partner ha ucciso la neodonna - leggi persona trans che si è sottoposta a una operazione - quando ha scoperto il suo passato, ha scoperto cioè che era nata maschio.
    Mi chiamo Rossella: posso avere un passato da uomo

    • Sabry
    • 20/11/2009 13:07

    Vengono uccise anche tante prostitute ogni anno, forse sono meno importanti perche' sono di piu', perche' non hanno visibilita',perche' sono SOLO prostitute, donne, persone normali?Ma fatemi il piacere!!!

    • Nina
    • 20/11/2009 12:01

    Beh, l'ultima forse è un delitto come accade a molte donne che vengono uccise dal compagno disturbato.

    • dv
    • 20/11/2009 11:48

    lei crede che siano state uccise in quanto venditrici di giocattoli?

    • Marietto
    • 20/11/2009 11:19

    Scusi, ma mica tutte queste persone sono state uccise in quanto trans? Spesso sono omicidi legati a altri fattori e la sessualità non c'entra niente, questo va detto. O sbaglio? Adesso non vorrei passare per quello che cerca di minimizzare, però secondo me bisogna anche dare un giusto equilibrio alle cose.

    • anna macchi
    • 20/11/2009 10:32

    sì, che proprio in questa giornata simbolo e della memoria giunga la notizia della morte di Brenda, colpisce. Non importa se si tratta di un omicidio o di un suicidio (sto leggendo le prime ipotesi nel sito de La Repubblica); importa che anche "oggi" una persona trans MORTA divenga la notizia "gridata" dai media in edicola, nel web e in televisione.Per me questo ha un solo significato purtroppo e proprio perchè la persona trans incarna e rappresenta il punto massimo e più espressivo dei concetti di "minoranza" e di "diversità": "qualcuno" ci vuole convincere (nel caso si tratti di un asssassinio) oppure la "disperazione" pare confermarci (nel caso di un "suicidio") che nessuna altra forma di garanzia, o meglio nessuna forma di esistenza -che non sia la negazione stessa dell'esistere cioè la MORTE- si vuole e si può concedere a chi mette in discussione ruoli e leggi preconfezionati dalle politiche e da certe chiese ,cioè dal becero utilitarismo umano delle "maggioranze" "normali" "uguali"...

    • Delia Vaccarello
    • 20/11/2009 09:37

    Hanno scelto il giorno giusto: oggi si ricordano in tutto il mondo le vittime della transfobia. Ed ecco cosa succede: "La transessuale Brenda, coinvoltanella vicenda di Piero Marrazzo, è stata trovata priva di vita,carbonizzata, all'interno di un appartamento seminterrato in viaDue Ponti 180. Ad intervenire, intorno alle 4.30, i vigili delfuoco chiamati per un incendio. Sul posto gli agenti dellasquadra mobile della Questura di Roma e la polizia scientifica" (ag.Omniroma).

    • Gm
    • 19/11/2009 21:50

    Le descrizioni degli omicidi arrivano alla mente e al cuore come una doccia fredda. Sdegno e rabbia serrano le labbra che non trovano modo di esprimersi,se non attraverso una veglia.


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