
di Delia Vaccarello
L'amore non è come il fumo, eppure c'è chi ti chiede di smettere. "Ho vent'anni, sono di Catania, i miei sentendo alla tv delle aggressioni ai gay mi hanno chiesto di "smettere"". Dopo l'accoltellamento all'uscita del gay Village e i ripetuti atti anti-gay, è cresciuta l'attenzione al "fenomeno omofobia". I servizi sulla carta stampata e in tv hanno sollevato il caso. Gli effetti? La gay help line, 800713713 (www.gayhelpline.it ) il numero verde per gay, lesbiche trans, ha registrato un picco di telefonate. Dal Piemonte chiama una madre cinquantenne che ha capito tutto, ma a cui "il figlio non ha ancora detto di essere gay". Preoccupata, "chiede come poter affrontare con lui l'argomento". Un sedicenne di Agrigento telefona, la voce trema, si sente braccato: "I miei hanno capito che sono gay. Insistono per portarmi da uno psicologo". All'inizio hanno avuto un approccio morbido e comprensivo: "Vogliamo che tu sia più sereno", ma "di fronte alle mie resistenze sono diventati aggressivi". La tensione sale, lui dice di voler comprendere il loro disagio. Ma le barricate si alzano. E tutto si complica perché, "dopo i primi momenti", di omosessualità non si parla più apertamente. Allusioni, chiusure. Muri. Dal Veneto chiama un militare, chiede sostegno e assistenza all'avvocato: al lavoro scherzano pesantemente sul suo orientamento sessuale. Vuole sapere come tutelarsi. Chiamano coppie di lesbiche per avere informazioni sulla fecondazione assistita (centri all'estero, costi, possibilità di contattare altre donne che hanno fatto esperienze simili, ecc). Tantissime le telefonate, soprattutto dal Sud: "Dove sono le associazioni nella mia regione, vicino alla mia città?". Da un piccolo centro del Lazio chiama un quarantenne, ha fatto coming out e il "dopo" è stato nero: lo insultano sul lavoro, in famiglia non va meglio. Ingiurie, esclusioni. Telefona un cattolico, non conosce nessuna persona gay, ma dopo aver visto il numero in tv si decide. Domanda, cerca di capire. "Lo so, sono chiuso... , ma vi ringrazio tanto". Telefonate di gente comune, che alla fiaccolata di giovedì scorso nella capitale sfilava con la candela in mano. "A manifestare contro razzismo e omofobia c'erano tanti che negli ultimi anni hanno subito aggressioni ma non hanno avuto il coraggio di denunciare", dichiara Fabrizio Marrazzo presidente di Arcigay Roma. La risposta cittadina alla violenza li ha incoraggiati a uscire dal silenzio.
La campagna per la sensibilizzazione non vuole spegnersi. Continua, tenace e disseminato, il momento dei "micropride", movimenti spontanei di manifestazione contro l'odio. Si discute in commissione della proposta di legge contro l'omofobia. "Continuiamo a denunciare le aggressioni - aggiunge Marrazzo - E' l'unico modo che abbiamo per restare uniti. Alle Istituzioni che hanno promosso la fiaccolata della scorsa settimana chiediamo gesti concreti: scrivano ai dirigenti degli istituti scolastici per far partire i progetti contro le discriminazioni a cui hanno lavorato le associazioni. Altrimenti le parole, da sole, rischiano di lasciare il posto all'ipocrisia". Il pericolo, ora, è nel rientro dell'"emergenza", nelle voci che si spengono. Può succedere nel paese, nelle città, così come avviene in famiglia "dopo i primi momenti".
sinceramente si fa fatica a capire perchè persistono certi atteggiamenti, o almeno io faccio fatica. eppure... eppure si millanta una cultura aperta e "moderna". Ma probabilmente il preconcetto è troppo insito nella nostra cultura.questo,comunque,non servirà a fermare ciò che sarà ,questo per dire che ogni evoluzione richiede tempo e fatica... dobbiamo crederci noi per farlo credere agli altri.sarà una fesseria, ma voglio pensarla così
ho ben poco da commentare... paolo
bisogherebbe insegnare a tutti sin dalle elementari,che siamo tutti omosessuali latenti. tutta questa follia intorno a noi avviene semplicemente perche' si e' assolutamente terrorizzati di concepire un simile concetto. veniamo indottrinati da una cultura machista,ma basta viaggiare per capire che le cose cambiano nei paesi piu' avanzati del nostro , nord america, nord europa . noi "grazie" alla chiesa siamo come degli iraniani. Eppure oggi pure i sassi sanno che la maggioranza dei preti e' omosessuale.basterebbe ricordare come l'omosessualita' era considerata cosa normale ai tempi dei greci e dei romani , ma dopo l'avvento del cristianesimo si e' cambiato radicalmente. qui un sicilia gli omossessuali non si vedono, sono tutti sposati con figli. ne ho incontrati a bizzeffe. vi posso assicurare che non hanno l'aspetto alla malgioglio.
Si confermo, la battaglia la fanno in pochi, quotidianamente, con le famiglie, i colleghi, i conoscenti.Trovare il giusto mezzo tra eroi-civili-permanenti e una vita nascosta o falsa, si può fare tantissimo.Io credo nei movimenti gay lesbo trans ma spesso quando vado alle manifestazioni vedo ragazze di associazioni che appena vedono la telecamera che le punta si girano dall'altra parte "perchè se no la mamma mi vede".E' impossibile una simile interiorizzazione di "sbagliato": chiamiamolo piuttosto poco coraggio, il coraggio di guardare in faccia la realtà delle persone della nostra vita, se sono all'altezza o se tutto sommato ci butterebbero come cenci.Tra il falso appoggio di una famiglia che non ce la fa a capire e il rispetto per se stessi non ho mai potuto capire la prima scelta: io ho scelto me stessa, altrimenti non potrei fare.
Si confermo, la battaglia la fanno in pochi, quotidianamente, con le famiglie, i colleghi, i conoscenti.Trovare il giusto mezzo tra eroi-civili-permanenti e una vita nascosta o falsa, si può fare tantissimo.Io credo nei movimenti gay lesbo trans ma spesso quando vado alle manifestazioni vedo ragazze di associazioni che appena vedono la telecamera che le punta si girano dall'altra parte "perchè se no la mamma mi vede".E' impossibile una simile interiorizzazione di "sbagliato": chiamiamolo piuttosto poco coraggio, il coraggio di guardare in faccia la realtà delle persone della nostra vita, se sono all'altezza o se tutto sommato ci butterebbero come cenci.Tra il falso appoggio di una famiglia che non ce la fa a capire e il rispetto per se stessi non ho mai potuto capire la prima scelta: io ho scelto me stessa, altrimenti non potrei fare.
Ma l'amore , l'Amore sottolineato da Francesca Eugenia e da Monica, ricondato anche in altri post, viene riconosciuto davvero in Italia
un bisogno e un diritto delle persone lesbiche e omosessuali ?
Nelle profondità del pensiero e della consapevolezza di tanta popolazione italiana credo che non ci sia ancora un sincero, convinto riconoscimento e rispetto. Superficialmente i risultati di sondaggi esprimono una maggioranza chiara di pareri favorevoli ma quando poi si tratta di concretizzare queste opinioni positive in leggi, relazioni costruttive, accoglienza vera, vita sociale condivisa e interiormente rispettosa allora emergono tutte le contraddizioni, i pregiudizi, le insensibilità , i razzismi, le violenze, da ogni parte e da ogni dove: "il vuoto attorno"
come dice Paola.
Alcuni passi avanti si stanno facendo... ma sono dolorosamente lenti, lentissimi, lentissimi e li sento molto di superfice e di facciata.
C'è un pò di "vera battaglia" ma la stanno facendo in pochi ...
e se l'aggressione a una donna venisse da un'altra donna come la mettiamo? questo è capitato a me e con l'ambiente lesbico a fare gruppo... anche di questo occorrerebbe parlare
io sono fortunata, nessuno mi ha mai aggredita, derisa, vessata. Effettivamente ho il vuoto attorno
é agghiacciante sapere che ormai non si è più liberi di camminare per strada senza il ruschio di venire insultayi o peggio picchiati.
e perchè poi? perche siamo gay? perche siamo noi stessi?
Forse anni fa nel pieno delle mie tempeste adolescenziali avrei invocato la resistenza(armata addirittura)!! Oggi trentenne con un compagno un lavoro precarioe tanta voglia di costruire una vita, invece, esorto tutti i gay come me a vivere con normalità se stessi che siano drag queen che siano operai... con fierezza e dignità e senza paura soprattutto...
ci potranno picchiare, insultare, deridere
ma evidentemente chi ha veramente paura( e non capisco di cosa) riesce a fare solo questo
Cara Sandra, la rubrica 1.2.3.liberi tutti, cioè una intera pagina di giornale, usciva il martedì ogni quindici giorni fino al 25 ottobre scorso. In quella data l'Unità si è presentata in edicola con un altro formato, quello attuale. Dal 25 ottobre 2008 Liberi tutti è in edicola nelle pagine culturali de l'Unità ogni lunedì, non si può sbagliare. Ancora, se prima 1.2.3. liberi tutti, aveva una sezione on line dove si trovavano gli articoli pubblicati e altri servizi aggiuntivi, adesso ha invece un blog, questo dove tu hai scritto, forse è per questo che credi esca ancora il martedì, forse perché di martedì hai visto un aggiornamento sul blog.In ogni caso trovi liberi tutti TUTTI I LUNEDì nel giornale di carta in edicola, e trovi il blog liberi tutti sempre on line, per i commenti ai post che via via vado pubblicando. Ti ringrazio della partecipazione. Delia
vorrei innanzittutto rivolgere una domanda chiarificatrice, tempo fa la rubrica 123 liberi tutti aveva una cadenza quindicinale il martedi ora non capisco più quando esce, la trovo a volte il lunedi a volte il martedi qualcuno può delucidarmi in merito? poi però volevo dire una cosa importante in rispostaa a Monica di Siracusa, quello che dici è assolutamente tutto vero anzi purtroppo verissimo e purtroppo non succede solo al sud dove sembra manifestarsi di più, in realtà quello scherno e derisione sono presenti anche al nord io propongo a gran voce di dar vita ad iniziative di sensibilizzazione all'interno delle scuole perchè è da lì che si comincia a maturare una coscienza, una sensibilità , la cultura del mondo che ci circonda, è da lì che partono le prime e più dolorose prese in giro, emarginazioni e desiderio di essere necessariamente uguali alla massa per non sentirsi isolati perchè diversi; non è un caso che la percentuale dei suicidi è più alta fra gli adolescenti; se i ragazzi a scuola imparano ad essere accoglienti e sereni sull'argomento avremo domani degli adulti che non accoltellano più il diverso solo perchè è tale, che non fanno più mobbing al collega solo perchè gay,ecc e non avremo forse più ragazzi e adulti gay costretti ad un percorso faticoso di accettazione di se e nella società costretti a nascondersi per evitarte ripercussioni o pronti a scendere in piazza per manifestare in difesa a tutti i costi di un diritto che dovrebbe essere naturale. LA SCUOLA,è il passaggio significativo bisogna puntare lì con decisione e periodicamente per non dimenticare.... io lavoro nella scuola, vedo quotidianamente i nostri ragazzi, quella è l'età in cui maturano una coscienza è bene che ne maturino una corretta!
Nonostante io non sia omosessuale sento una apertura e una vicinanza affettiva totale nei confronti dell'Altro, del prossimo in senso ampio. Io per prima penso che domani potrei incontrare la ... mia anima gemella e scoprire che è del mio stesso sesso.
Oggi scrivo perchè alcuni dei miei amici più cari sono omosessuali e sono alcune delle persone più pure e pulite che io abbia incontrato lungo la mia strada.Penso, ad esempio, grazie ad uno spunto di riflessione avuto da un amico, a quanti ragazzi in formazione della loro identità di genere verranno bombardati nel sociale da alcune parole con la conseguenza di alterarne il processo di maturazione, riconoscimento e accettazione di sé. Conosciamo bene, infatti, le realtà interne ai gruppi dei pari e ai piccoli centri in cui non è facile esprime liberamente le proprie scelte sessuali senza divenire oggetto di scherno o vergogna per la propria famiglia. Allora sembra che alcune relatà debbano necessariamente essere negate, che nel sud e non solo l?omosessualità non esiste o meglio sarebbe meglio che non esistesse, se si decide di parlarne prendiamola come una maschera, una burla di Carnevale che poi finista la festa si ripone nel cassetto.Invece, dovremmo fare attenzione a pensare che alcune cose restano e segnano bruciando la sfera più intima dell'intimità dei ragazzi e chi fa cultura e satira dovrebbe tenere conto anche di questo.
No cara Delia, l'Amore ( che meto con la A maiuscola) non e' ne' un vizio ne' una dipendenza da alcool o stupefacenti.Eppure lo chiedono, e' vero.Io stessa quando feci il caming out ho sentito le stesse cose, "fatti curare", "va dallo psicologo cosi' ti aiuta" e tante amenita' varie , pertanto so esattamente come ci si sente quando ti vengono dette cose del genere.Aver paura di essere diversi, aver paura ad essere se stessi , avere il terrore delle proprie famiglie, questa e' la cruda realta' ; La Gay Help Line ci da uno spaccato importantissimo ed unico nel suo genere, una statistica REALE, visto che non sono sondaggi fatti a pagamento.Quello che accadra' dopo il clamore ed i riflettori spenti e' gia' noto: il silenzio e l'oblìo sino al prossimo evento.un po' mi ricorda un libro che lessi due anni fa, e mi viene di citare un lobro famosissimo che parla di guerra "niente di nuovo dal fronte O" , dove la O potrebbe sembrare occidentale ma...... io l'ho messa come Omosessuale , perche' e' una vera battaglia che dobbiamo accingerci combattere a suon di parole, scritti, immagini, affinche' ci diano il diritto di esistere.Francesca Eugenia Busdraghi