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08/10/2009 17:32

Sabato 10 in piazza per l'amore

di Delia Vaccarello

"Noi siamo uguali". Stop alla inferiorizzazione che nutre la delirante convinzione di  alcuni (troppi) di essere superiori ad altri. Basta con le parole avvelenate o gli ipocriti distinguo.  L'orientamento sessuale e l'identità di genere non sono bersagli, elementi contro cui mirare, puntare, e fare fuoco.  O accoltellare, come è successo queste estate all'uscita del Gay Village contro Dino e il suo compagno: le loro tenerezze sono bastate ad accendere la violenza di chi stava lì con il coltello in tasca. Le diversità sono realtà della vita. Ricchezza. Questi i temi di fondo che animeranno la manifestazione ricca di novità prevista a Roma per il dieci ottobre (appuntamento alle 15.30 in Piazza della Repubblica) e che verrà aperta da una enorme bandiera Rainbow. La parola "uguali" campeggia sul sito http://uguali.wordpress.com/ insieme al logo: un cerchio blu con dentro le due lineette bianche, il segno matematico dell'uguaglianza. Il riferimento "alto" è alla Costituzione italiana e alla dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Prima novità: poiché il principio è sacrosanto ma non sempre rispettato, la manifestazione prende una posizione netta rispetto ai partiti politici, ai tanti a cui il movimento glbt ha chiesto  di approvare leggi per i diritti delle persone transessuali e omosessuali. I partiti ci saranno solo se " condividono in toto" le richieste della manifestazione e in ogni caso, precisano gli organizzatori: "Chiediamo di rispettare la nostra decisione di escludere striscioni e bandiere dei partiti, nel pieno riconoscimento della nostra autonomia e del senso stesso della manifestazione". Ad aprire e chiudere sarà l'Arcobaleno, bandiera storica della comunità omosessuale e insieme segno della pace sociale a cui si aspira. Altra novità: si parlerà sul palco prima e non dopo la manifestazione. Gli interventi previsti, oltre a quello della portavoce unica Fabianna Tozzi Daneri, saranno  testimonianze di persone e di coppie che racconteranno episodi di discriminazione e percorsi di vita  felici. Storie di "gente uguale" che si ama da anni e convive (due donne da 27, due uomini da 45), che si ama da poco e vuole continuare a farlo liberamente, che in qualche caso pensa a mettere su famiglia, a dimostrazione che anche i legami sono "uguali".  Dice Fabianna Tozzi Daneri: "la manifestazione vuole riunire le persone che non si sentono sufficientemente protette e tutelate, trans, lesbiche, omosessuali, donne, immigrati, diversamente abili.  Grande è la responsabilità che sento nel dover rappresentare l'intero movimento, ma il pensiero di un nuovo percorso comune della comunità Lgbt, e non solo, rientra naturalmente nella politica dell'unità che la mia associazione, www.transgenere.it,  ha sempre perseguito". Le adesioni fioccano (si inviano al sito o si scrive a uguali@gmail.com ),  tra le altre, Cgil nazionale, Arci e Associazione nazionale Partigiani d'Italia. Tantissimi i pullman dal Nord e dal Sud, e le voci. "A testa alta e con tutto me stesso sarò a Roma, non voglio svegliarmi più la mattina e apprendere di vergognosi atti contro di noi", scrive Raffaello; "Aderisco con la mia famiglia arcobaleno", dice Natascia. "Ci sarò anche io e porterò un bel gruppetto!": scrive con gioia SuperPop.

 

 

    • Simone Rossi
    • 21/11/2009 21:25

    @Eleonora: proverò a contattarli nuovamente. Se Delia acconsente, posso anche lasciare il mio indirizzo di posta elettronica qui.

    • paolo
    • 21/11/2009 14:21

    Un parametro intanto è un indicatore, e non un fattore. La storia potrebbe averla condizionata un fattore, e semmai attraverso uno o più parametri potremmo chiederci come ciò possa essere avvenuto. Io, cara Asdrubala, non potrei mai cadere nei paradossi idealistici che vogliono o vorrebbero identificare in pochi fattori le ragioni della nostra storia. Il dramma della valutazione preconcettualizzata è tutto là. Io prendo un risultato, uno qualunque, ne individuo pochi fattori, veri o presunti e riconduco tutta la storia a quel risultato. L'esercizio è interessante, magari logicamente ineccepibile, ma difetta di intuizione, e in fondo anche di onestà. La visione di un uomo becero, invariato e invariabile nel tempo, che disprezza a tal punto la donna, da avere rapporti solo con uomini o con uomini travestiti da donna, ha riscontro in una realtà di fatto, che è una realtà rappresentata, possibile, ma non rappresentativa. Non si possono raccontare 5000 anni di storia partendo e focalizzando un unico fattore, in vero si può fare, ma si peccherebbe di parzilismo storico, e questo anche se lo si facesse per cinquanta anni di storia. Asdrubala, hai le tue ragioni, ma sono parziali, come le mie, il relativismo è un dato di fatto, uno di quei fattori storicamente dominanti, ed i parametri di misura siamo io e te. Ti piace così?

    • Marlen
    • 19/11/2009 08:45

    Per fab: il fatto che tu sia un pacifista, ambientalista indica che "potenzialmente" potresti possedere una mente illuminata. Non dovrebbe quindi essere difficile guarire dalla malattia dell'omofobia, forza, inizia ad osservare la natura per quello che è veramente e non solo ciò che di essa ti fa comodo per giustificare i tuoi pregiudizi, come purtroppo molti ignorantissimi esseri umani fanno...

    • Marlene
    • 18/11/2009 15:00

    Per Fab
    il fatto che tu sia un pacifista, ambientalista ecc.. indica che potresti avere una "potenziale" mente illuminata. Forza, nel tuo caso, per guarire dall'omofobia non ci vuole molto, basta solo che abbandoni una certa superficialità: non sarà di certo l'omossessualità a portare all'estinzione della specie...suvvia, la tua è una banale scusa purtroppo molto gettonata per giustificare pregiudizi!

    • Asdrubala
    • 09/11/2009 21:25

    Caro Paoloperché mai non dovrebbe essere parziale la tua visione? Hai per caso qualche parametro da sottopormi? Forse il solito parametro che ha creato la Storia della Violenza nel mondo? Raccontaci... Raccontaci gli ultimi 5769 anni.Asdrubala

    • Delia Vaccarello
    • 08/11/2009 17:44

    Sono appena tornata dall'ospedale dove è nata una splendida bambina
    raro che siano così belli da neonati. E' figlia di una mia amica e della sua compagna. La piccola è stata concepita con la fecondazione assistita. Ma se apri gli occhi, Fab, ti accorgi che ci sono tanti figli di gay e di lesbiche. gay e lesbiche possono perfettamente riprodursi e lo hanno fatto spesso dentro unioni etero. Oggi anche dentro molte unioni omosessuali

    • fab
    • 08/11/2009 10:02

    Sono un pacifista e ambientalista contrario alla deforestazione, all'inquinamento e al nucleare. Tutto cio' secondo il semplice criterio che l'energia atomica, la deforestazione, etc etc anche se con scopi benevoli POTREBBERO (uso il condizionale) portare all'estinzione della razza umana dalla terra.Per lo stesso motivo sono contrario all'omosessualita' ma sopratutto sono contrario alla sua esaltazione come modello di progresso mentale. La natura ha fatto in maniera che due persone dello stesso sesso non si riproducano: ci sara' un perche'.Se non vogliamo la fine dell'umanita' releghiamo l'omosessualita' al ruolo di comparsa. La vita e' un'altra cosa!

    • paolo
    • 08/11/2009 08:21

    E' vero che l'estremismo, spesso contiene tracce di verità. Il problema è che in quanto tale, quindi in quanto estremismo, è assoluto, e quindi in certe visioni appare come analisi delirante di un insieme complesso. Asdrubala, nella visione dell'uomo italico che si rifiuta di rapportarsi ad una donna, e che lo fa esclusivamente con il trans, mette a nudo, con rispetto parlando, tutti i limiti del definire identitario ciò che identitario non è, e differente ciò che differente non è. La differenza più palese e scontata è quella invece tra uomo e donna, c'è, esiste per definizione; spesso l'intolleranza per questa differenza si manifesta in modo alquanto curioso, altre volte in modo oscuramente violento, talvolta attraverso l'indifferenza affettiva e dei sensi, o ancora attraverso una negazione della differenza stessa. Asdrubala, in fondo, ha le sue ragioni, anche se ha una visione parziale, perchè ciò che si osserva in modo preconcetto, non vale come osservazione

    • gisella pn
    • 06/11/2009 10:31

    X cla X Doris x Caterina
    scusate non volevo sollevare un vespaio.... con il mio voler comunicare che sono stata ben con un gruppo di lesbiche nonostante io non lo fossi.
    Mi sembrava una cosa bella, NORMALE E UMANA.
    Mi sono sentita anche riconosciuta come una persona valida, affidabile e stimata, con queste amiche che mi riconoscono come non "pre-giudizievole" e laica.
    Per questo hanno fatto il "coming-out" con me.
    Non volevo suscitare lo stupore di nessuno o il pregiudizio; certo è che, se sollevo qualche motivo di dibattito presso altri etero che scrivono qui, a me non viene più voglia di scrivere.
    Che rimangano nelle loro grigia esistenza: a me l'arcobaleno piace.

    • Eleonora
    • 05/11/2009 15:22

    Per Simone:La richiesta di matrimonio è andata bene, le addette del piccolo comune in cui viviamo ci hanno accolto con entusiasmo (diciamo che non è una cosa che capita tutti i giorni), anzi, una delle addette all'ufficio anagrafe ha ammesso di essere favorevole alle unioni civili e si è congratulata con noi per l'entusiasmo e la tenacia. Ovviamente la nostra richiesta non sarà accettata, così l'avvocato avrà modo di portare il rifiuto in tribunale, come è successo per le altre coppie in tutta Italia. So che gli avvocati della rete lenford cercavano proprio persone che, come nel tuo caso, sono legalmente unite all'estero per poi chiedere qui in Italia la trascrizione nei registri. Mi sembra strano che non ti abbiamo dato alcuna risposta. Potrei metterti in contatto direttamente con il noctro avvocato ma sinceramente non so come fare. Come faccio a farti avere la mia email? HELP!Un bacio a Simone e uno a Delia. Saluti a tutti.

    • Simone
    • 03/11/2009 14:22

    Eleonora come e' andato il tentativo di matrimonio?

    Io contattai la rete che citi tempo fa, dal momento che io sono legalmente unito ad un ragazzo e vorrei che questo diritto mi fosse anche riconosciuto in Italia, per poter eventualmente vivere in quel Paese con la persona che ho deciso di avere al mio fianco, possibilmente fino a che morte non ci separi. Non ho mai ricevuto risposta.

    Prevengo domande ingenue del tipo "ma non ci puoi vivere ugualmente in Italia, senza il riconoscimento?". No, perche'lo Stato non ci riconosce alcuna tutela come coppia omosessuale, neanche quella di un permesso di soggiorno al coniuge non italiano. L'unica opzione e' quella di un permesso per studio o lavoro, che, come penso sappiate meglio di me, e' molto difficile ottenere, grazie ad un Governo che promuove gli ingressi illegali, pur dichiarandosi contro la "clandestinita'".
    Ometto tutto cio che riguarda il diritto/dovere alle cure reciproche (casomai dovessi essere ricoverato in Italia durante una vacanza) ed alla successione di beni che possiedo in Italia, su cui molti hanno gia' scritto.

    • Nearco
    • 02/11/2009 14:00

    Carissima Delia, a proposito dell'essere "uguali" o "diversi" ti segnalo una notizia pubblicata oggi dall'Unità online (http://www.unita.it/news/italia/90658/lultima_messa_di_don_santoro_esiliato_dalla_curia). Un sacerdote di Firenze viene sollevato dall'ufficio per aver sposato una donna nata uomo.Questo prete ha la solidarietà di centinaia di fiorentini, e l'umanità che ha dimostrato gli vale anche la mia. L'amara riflessione che questa vicenda mi spinge a fare è che la discriminazione colpisce anche chi non è, di per sè, esponente della minoranza discriminata: è sufficiente essere "a contatto" con la minoranza. Per gli autori di questa obbrobriosa vicenda vale, a quanto sembra, il principio del contagio: come nella stregoneria. O come con una vera e propria pestilenza ("dagli all'untore"). Tale è la medievale arretratezza mentale con cui bisogna scontrarsi nella chiesa... e in quali altre, troppo ampie fasce di questa società? Vorrei proporti di aprire un topic a partire da questa notizia, se ritieni che possa essere appropriato.

    • Asdrubala
    • 29/10/2009 20:45

    ok, io, lei, lui, noi scendiamo ogni volta. Ma la domanda è: chi mi dice di scendere? Chi m'invita a scendere? Io, che sono una Donna, vengo invitata da un giornale che - oggi, come di consueto - ha questi titoli:ragazzo morto dopo l'arrestoL'ultima del ministro ScajolaDice «stronzo» a un operaioCamorra, esecuzione in direttaPolizia diffonde video: «Aiutateci»Bersani, Franceschini e Marino al forum dell'Unitàguarda i videoCiancimino consegna ai Pmla versione originale del "papello"Berlusconi: «Inizia la ripresa»Ma Draghi lo smentisceDestra all'attacco della giustiziaAnm: «Non escludiamo sciopero»L'Iran apre sul nucleareOk allo scambio di uranioSul testamento biologicola maggioranza forza la manoLa destra non vuole piùil voto anticipato nel LazioBersani a Di Pietro: il Pdnon manifesterà con voiPakistan, più di cento mortiNell'inferno di PeshawarBassekou: la sua bandatrascina come un rock del MaliGermania, una donnaIl nuovo capo dei protestanti (figurati! una donna che lecca il culo ai preti del martin L'utero..:!)Perché c* io dovrei scendere in piazza, se non esisto? Avete PLATINETTE che fa da stuntman (oovero "controfigura") di noi Donne. Siete contenti?In fondo, viviamo in un paese di uomini che - pur di non rapportarsi con le Donne - preferiscono i Trans.Perché c* dovrei scendere in Piazza, io?RISPONDETE@sdrub@l@

    • Cla
    • 28/10/2009 15:41

    Gentili Caterina e Doris, vi stupirò dicendo che tra i miei amici-amici-amici non c'è neanche un gay e quindi non posso affermare di conoscerli benissimo. La mia, ovviamente, non è una scelta fatta selezionando le amicizie, diciamo che per ora è così. Però io non mi aspetto niente di particolare da voi e non mi stupirò il giorno in cui stringerò un'amicizia forte con uno che non è etero.

    • Doris
    • 26/10/2009 09:10

    Anch'io non ci trovo nulla di male in quello che ha scritto Gisella. è normale che chi non ci conosce sa di noi solo quello che gli passano i media e magari non sanno di avere amiche/amici gay perchè non hanno fatto il coming out o perchè semplicemente "con chi vado a letto sono fatti miei" ed essere gay è normale quanto essere etero. è giusto? è sbagliato? dovrebbero impegnarsi di più per conoscerci? non siamo animali dello zoo provenienti da chissà quale pianeta, siamo persone come chiunque altro al mondo, le nostre vite sono normali e abbiamo gli stessi problemi che hanno tutti, la famiglia, l'amore, il lavoro, le vacanze, la salute e gradirei davvero che i miei problemi si limitassero a quelli che hanno la maggioranza. purtroppo però le discriminazioni ci obbligano a metterci in vetrina e a farci diventare "speciali" e questo per colpa di una certa cultura che ci descrive come deviati, pervertiti, corruttori, veicoli del male. certo che finchè siamo noi, gli accusati, a negarlo è una cosa, ma se a farlo sono anche i "normali" allora il discorso cambia perchè le parole di una persona non coinvolta sono da considerare "super partes" e lo stupore di Gisella nello scoprire la nostra normalità dimostra solo quante menzogne vengono dette su di noi.

    • Caterina
    • 22/10/2009 22:32

    @ Cla: Cosa ti infastidisce del post di Gisella? Io l?ho trovato carino, forse un po? naif, ma certo non fastidioso.
    Credo volesse semplicemente comunicarci che lei etero, fino a quel momento lontana dai problemi degli omosessuali, grazie a questo gruppetto di amiche ha capito che noi non siamo due mondi opposti, ma siamo "gente uguale".
    Non la condannerei per lo stupore iniziale per l?amica ?.. se la ricordava etero. Mi è sembrata insomma, una persona sensibile.
    Considerato che ultimamente a fare coming out si rischia di essere menati, tutto sommato incontrare una persona sensibile come Gisella non mi sembra una brutta cosa.

    • Eleonora Pozzi
    • 22/10/2009 16:56

    PROVO A SPOSARMI!!! Io e la mia ragazza, con un avvocato della rete Lenford, sabato mattina porteremo nel comune della città (piccola città) in cui vivo la richiesta per matrimonio. Ovviamente non l'accetteranno, però questo rifiuto darà modo all'avvocato di ricorrere in giudizio (sulla nostra amata costituzione non vi è nessun articolo che vieta il matrimonio tra due coppie dello stesso sesso). Se siete stanchi di andare a manifestare e volete fare qualcosa di veramente CONCRETO, vi invito a fare lo stesso con la/il vostra/o partner. Potete trovare le info necessarie sul sito di rete Lenford.

    • Cla
    • 22/10/2009 15:03

    Mi permetto di intervenire perchè leggo sempre con interesse. Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate del messaggio di Gisella. Io lo ho trovato fastidioso. Cavolo, una vera sorpresa trovarsi in un gruppo di donne gay che sono pure simpatiche! Ma dove vive questa?

    • Doris
    • 21/10/2009 20:46

    x The_Dark_Inside. dopo l'aggressione avvenuta al gay village pare che effettivamente siamo di moda. vedremo quanto dura ma sto ancora pensando se la destra stia mettendo in pratica la politica della sinitra (ormai la stanno copiando a più non posso) promettendo molto per accaparrarsi i voti dei gay senza poi fare nulla di concreto.Per quanto riguarda la legge contro l'omofobia ormai è stato detto anche troppo e credo che Delia Vaccarello abbia già espresso molto il perchè dell'inserire nella legge Mancino l'aggravante dell'omofobia

    • adriano
    • 20/10/2009 22:04

    Jean-Cloude! Quanto sbagli! L'attuale papa scriveva, nella lettera sulla cura pastorale delle persone omosessuali che "La dignità propria di ogni persona deve essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni". Hai capito, nelle legislazioni oltre che nelle azioni.

    • paolo
    • 17/10/2009 08:00

    Adriano ha ragione, tuttavia quella che si chiede, non è una legge speciale, ci mancherebbe solo quella, in un paese che ha leggi speciali per il terrorismo degli anni settanta ancora vigenti. Io credo, che la proposta di legge fosse volta a riconoscere più semplicemente che l'atto di violenza rivolto contro un omosessuale possa essere considerato come un'aggravante del reato di violenza. Nulla cambierebbe dunque, il reato di violenza privata rimarrebbe, e tra le tante aggravanti avrebbe quella eventuale di un atto censurato dalla legge vigente rivolto contro un omosessuale. Di questo stiamo discutendo, credo.
    Fare confusione, relativamente alle diversità è tuttavia errato, sempre a mio modesto parere, perchè ciò che risulta differente non è l'identità, ma solo un comportamento, nella fattispecie un comportamento sessuale. In questo a mio parere l'aggravente non può essere facilemnte giustificabile, poichè è realtiva ad una convinzione, e sulle convinzioni ognuno ha la sua. Se questo vuole essere invece, una possibile percorso, per vedersi riconosciuti alcuni diritti, ebbene allora sappiate che perchè uno stato riconosca i vostri diritti, allora questo li deve discutere alla luce di una pluralità di aspetti che questi diritti andrebbero ad intaccare. Per parte mia, lo ripeto, l'unico aspetto che mi fa opporre ad un matrimonio gay, è la possibilità di questi di adottare un bambino ad esempio, questo ovviamente nell'ottica di una equiparazione dei matrimoni. Il punto è sempre lo stesso, io ritengo patologico ipotizzare aprioristicamente per un bambino la mancanza totale di una delle due affettività, quella maschile e quella femminile, proprio nel rispetto di una delle differenze chiave, in quanto identitarie, tra l'uomo e la donna.

    • Giovanni.
    • 16/10/2009 16:26

    Caro Adriano, lei si sbaglia di grosso.
    La legge che doveva essere approvata era riferita ad aggravanti per delitti commmessi per finalità inerenti all'orientamento o alla discriminazione sessuale; come vede non si tratta di orientamento omosessuale ma semplicemente "orientamento sessuale".
    Nel caso qualcuno dica che anche pedofilia, necrofilia, zoofilia e incesto sono orientamenti sessuali, invito ad andare a leggere ciò che dice l'OMS.

    • (pseudonimo)
    • 16/10/2009 15:32

    ...da omosessuale che vive la sua omosessualità con molta naturalezza, senza sentire il dovere di svelarsi a chi che sia ma dandolo semplicemente per scontato (conquista faticosissima a cui si arriva solo dopo essersi privati di stereotipi e di pesanti pressioni da parte degli altri)...da omosessuale forse un pò troppo fuori dalla mischia...sono molto ma molto preoccupato di come i politici, l'opinione pubblica e i media stanno gestendo questo problema dell'omofobia!i miei pensieri a riguardo sono a volte contrapposti ma davvero non ne vedo la partenza e la fine.mi sembra che si voglia, come spesso accade in Italia, approfittare dell'ennesima situazione di confusione per metterci dentro di tutto!e allora riemergono questioni antiche mai concluse in parlamento (vedi i famosi DICO!) emergono fanatismi che si schierano da una parte e dall'altra, emergono questioni personali, che sfruttando l'occasione mediatica avanzano improvvisando outing discutibili...mentre intanto per le strade le persone omosessuali vengono prese di mira e, come in una giostra pericolosa, tutti ma proprio tutti alzano i toni, prendono posizioni ma non individuano una strada per alcune soluzioni!sono molto ma molto preoccupato e non lo ero mai stato così...sento la pressione di dover rivedere la mia faticosa conquista, quella di vivere con naturalezza senza ostentare e senza coprirmi con il buio della vergogna.sono colpito da quanta passione viene messa in questo periodo nell'affrontare il tema della diversità sessuale...ne sono colpito positivamente! tuttavia però il nostro parlamento ma anche le persone più comuni (quelle di tutti i giorni...quelle che incontri nel bus, per la strada...) è come se non sapessero concludere un discorso aperto...tutto viene giustificato dal fatto che una questione così scomoda necessita di maggiori pensieri (e allora si aprono dibattiti televisi...discussioni animate nei bar...botte da orbi ai gay che si tengono per mano!!!).sono molto ma molto preoccupato di come si sta gestendo questa omofobia che rischia di diventare un gioco pericoloso condotto da politici incompetenti, giovani ragazzi annoiati che picchieranno sempre più forte perché questo li farà emergere (!!!)...condotto anche da una parte di omosessuali che cercano in tutto questo di vedere loro riconosciuti dei diritti con troppa ingenuità senza accorgersi di quanto sta intorno a loro...l'invito che faccio prima di tutto a me stesso è quello di cominciare a combattere questa violenza (non solo fisica!!!) facendo qualcosa in prima persona e mettere a disposizione degli altri esperienze e riflessioni...facciamolo tutti, non isoliamoci e non scherziamo troppo con questa violenza!

    • The_Dark_Inside
    • 16/10/2009 14:35

    Daccordissimo con Adriano. A Doris chiedo invece quali reti televisive guardi: a me sembra che sui media si verifichi proprio l'opposto di quello che lei dice, con pillole di omosessualità propinateci quotidianamente per "curarci", per "normalizzarci" a scene e modelli di vita sui quali, per essere politicaly correct, "il dibattito è aperto".
    Anche sul quotidiano "destroso" Il Giornale, con la nuova direzione, c'è stata la svolta e si mira alla spettacolarizazione per fini propagandistici di notizie in ambito LBGT: bambino undicenne in inghilterra mandato a scuola vestito da bambina e che presto inizierà la terapia ormonale; attore x che convola a nozze gay con il signor y e via discorrendo...
    Esiste davvero un qualche paradiso mediatico dove le immagini gay vengono censurate, dove quelli come me possano sentirsi non oggetto di una massiccia campagna di indottrinamento delle masse? Non che si possa essere fieri del fatto che per fini commerciali si faccia leva sul voyerismo della gente e si spettacolarizzi il nudo femminile o il sesso etero, ma a non mettere il cervello in stand-by e a prendere criticamente ciò che ci passano oggi i media viene davvero voglia di lasciare in stand-by il televisore. Salutoni.

    • Doris
    • 15/10/2009 18:36

    Fare una manifestazione all'anno serve a poco. Siamo degli invisibili, perchè la maggior parte di noi non rispecchia lo stereotipo che i media ci propinano da sempre (e purtroppo quelli visibili sono quelli che attirano tutte le critiche e le violenze, di ogni genere, rendendogli la vita un'inferno). Alla televisione poi, vengono puntualmente censurate le immagini di effusioni tra gay. Insomma un casto (ma anche non troppo) bacio gay è più scandaloso delle riprese "ginecologiche", dei seni che debordano dal vestito, delle donne usate come decorazione nelle trasmissioni e obbligate a fare la parte della stupida ecc. si, una manifestazione alla settimana va benissimo visto l'aria che tira in Italia. E anche micromanifestazioni e banchetti in tutte le città italiane vanno benissimo, non solo per ricordare le discriminazioni dei gay ma verso tutti i "diversi".

    • Claudio Chit [www.chitblog.net]
    • 14/10/2009 13:30

    Manifestare, così come fatto sabato, credo invece sia molto importante!Dimostrare di esserci e farlo in quel modo, senza eccessi,ma sentitamente è a mio avviso un segnale molto positivo. Un grazie anche a te Delia per come hai saputo lasciare spazio ed evidenziare le emozioni degli altri, per il grande insegnamento di come si presenta una manifestazione di questo tipo senza voler primeggiare come persona ma lasciando che a farlo siano i contenuti. Sono state giornate che non dimenticherò facilmente e grande merito va alle splendide persone con cui ho avuto la fortuna di condividerle e mi ha fatto molto piacere che fossi tra queste.Ti abbraccio e continua così ;-)

    • PAOLO
    • 13/10/2009 23:10

    Pazzesco.Mentre giravo per i canali il TG2 dava la notizia che e' stata approvata una legge contro il maltrattamento degli animali con sanzioni severissime( arresto e altro). mentre si puo'liberamente massacrare uno perche' omosessuale. Qui siamo in IRAN

    • adriano
    • 13/10/2009 22:10

    Siamo all'autorazzismo. Concordo con quanto scritto su un quotidiano, che riprendendo un articolo di stampa diceva: Non solo Pacs, Dico, Cus et similia: adesso (vedi Miriam Mafai, La Repubblica, martedì 25) si vuole anche una legge contro l'omofobia, ovvero contro la violenza e le discriminazioni ai danni degli omosessuali. Come se le leggi comuni a tutti gli esseri umani non valessero al rispetto e alla tutela anche di quelle persone. Il fatto è che, pur non avendo alcun requisito oggettivo né giuridico di differenziazione, pretendono per sé provvedimenti speciali, vale a dire diritti in più. Esibendosi sempre non come uguali, ma diversi, finiscono per costruirsi ciò di cui già si lamentano: un'autodiscriminazione e un autorazzismo.

    • gisella
    • 13/10/2009 19:40

    La Binetti poco fà ha votato contro la proposta di legge di Paola Concia che chiedeva l'aggravante dell'omofobia nei reati di violenza.
    il progetto di legge è stato bocciato perchè "anticostituzionale" su proposta dell'UDC + Binetti+Pdl+Lega.
    Binetti ha detto che rischiava di essere processata per le sue convinzioni personali. La Binetti usa regolarmente il cilicio per convinzione e appagamento religioso , voglio aggiungere io, perchè si sente più vicina la suo IO.
    La Binetti ha studiato psicologia e psichiatria: definisce l'omosessualità una devianza psichica, ma non conosce la definizione di masochismo.
    "Il masochismo è un atteggiamento consistente nel desiderio di subire dolore fisico o umiliazioni, dal quale il soggetto che vi si sottopone si aspetta di conseguire un appagamento emotivo o sessuale. Tradizionalmente considerato in combinazione con il sadismo è chiamato sadomasochismo."
    non aggiungo altro

    • Aion
    • 12/10/2009 10:26

    Leggo sul sito de "il giornale" la notizia riguardo all'aggressione ad una coppia gay a Roma Notizia data con la massima indifferenza, ma perlomeno è stata data. Mi ha, pero', colpito il PRIMO commento inserito:#1 fede_angelo (128) - lettoreil 12.10.09 alle ore 9:09 scrive:nota per la redazione: passi pubblicare la notizia, ma almeno al lunedì mattina evitate di pubblicare la foto di due uomini che si baciano. Che schifo.Notate il "passi per pubblicare la notizia" che già la sa lunga... ma anche la nota alla fotografia (piccola e, seriamente, neppure c'avevo fatto caso)...Ne abbiamo di strada da fare per riuscire ad ottenere almeno il diritto di camminare per strada.Per chi fosse interessato ecco l'indirizzo dell'articolo in questione:http://www.ilgiornale.it/roma/aggredita_coppia_gay_in_centro_e_giorno_usati_slogan_fascisti/cronaca_nera_roma-violenza-coppia_gay_aggredita-roma-pantheon-neofascisti/12-10-2009/articolo-id=390206-page=0-comments=1)

    • Jean-Claude
    • 11/10/2009 23:42

    Le gerarchie ecclesiastiche in Italia rappresentano la principale barriera da superare per combattere l'omofobia nelle coscienze dei cittadini democratici. Dovranno trascorrere secoli perchè la discriminazione sessuale abbia fine. Non c'è alcuna speranza.

    • gisella
    • 11/10/2009 10:25

    Ieri sera sono andata alla festa di compleanno di una vecchia amica che non vedevo da anni. Ho scoperto che convive con un'altra ragazza, "more uxorio" , come una coppia etero. Ecco la mia sorpresa e il mio shock: è durata lo stesso tempo con cui ho scritto la frase. Eravamo in 7 ma non mi sono sentita esclusa, nessuna battuta su chi cosa fossi(etero) ma assoluta parità , nessun "super pares", la serata è andata avanti tra aperitivo, stuzzichini, spaghettata, politica, sociale, problemi di casa.
    Qualche volta non capivo a chi si riferissero ma venivo messa al corrente in breve tempo in allegria circa i personaggi e la cultura. Una vera sorpresa, niente di risibile o ridicolo, ma di essenzialmente umano . Mi sentivo tra amiche con i miei problemi da discutere e da combattere. Infine il discorso è arrivato a questo blog e alla manifestazione di ieri, di cui alla tv non avevo sentito niente. Le amiche nuove e vecchie erano state indecise se venire o no per i problemi che avrei anch'io: il lavoro e la famiglia.
    Una ha detto che francamente aveva dubbi sulla riuscita perchè il loro movimento è molto diviso per piccole beghe, modi di atteggiarsi , modi di esprimersi, di appartenenza politica che spesso allontanano anzichè avvicinarsi per una piattaforma comune . E quando nasce un gruppo, un movimento nuovo questo viene catalogato e inserito in un casellario a uso e consumo degli altri loro stessi, perdendo la spontaneità e la forza.
    Io sento che sono delle belle persone, oneste e appassionate alla vita, alle loro famiglie di provenienza e che sarebbe bello averle accanto nelle lotte sociali, da cui vengono scaricate perchè definite diverse.
    Io sono un pò timida ma vorrei partecipare a dar loro sostegno, ma pochi o nessuno che non sia legato a loro da legami anche familiari gli da appoggio. Poi ho capito che non hanno appoggi politici o sociali realmente efficaci e questo, dopo i saluti, gli scambi dei telefoni mi ha fatto sentire malinconica, amareggiata e triste durante il ritorno a casa.
    Così perdiamo "la meglio gioventù";scusate per il mio sfogo ma avevo bisogno di trasmetterlo.
    gisella pn

    • alberto
    • 10/10/2009 22:21

    Mi spiace moltissimo : "della campagna distruttiva che e' iniziata contro la mia persona", cioè delle sofferenze che subisce Francesca Eugenia. Per lei chiedo attenzione e ciò che le è necessariuo per ridurre queste pressioni e per fronteggiare quella "campagna distruttiva."
    Concordo con elena : le ricorrenti manifestazioni che spesso hanno finalità comuni snervano e tolgono la voglia di partecipare. Unificare e condividere obiettivi omogenei dà più forza , più visibilità, più incisività... inoltre sucita e crea condivisione e sensibilizzazione più ampie e diffuse.

    • Laura
    • 10/10/2009 11:20

    Condividiamo ciò che scrive Elena. Peraltro a Roma ci siamo oggi ma per partecipare all'incontro alla casa delle donne su donne e potere che ci sembra molto più interessante che andare a una manifestazione con chi si presta a incontri con i fascisti di casa pound. Il 17 torneremo per la manifestazione antirazzista perchè i dirittti o sono di tutte le diversità o non sono di nessuno. Laura e Serena

    • Laura
    • 09/10/2009 20:39

    Condivido il post di elena. Anche noi non andremo a Roma il 10 ma il 17 si perchè ci piace la diversità nell'uguaglianza dei diritti e non il mescolarci con chi va a casa poundLaura- Serena

    • Francesca Eugenia
    • 09/10/2009 12:13

    Carissima Delia e carissimi tutti,
    non saro' alla manifestazione per una serie di motivi che non staro' qua ad elencare, e soprattutto a causa della campagna distruttiva che e' iniziata contro la mia persona.Seppur condividendo alcuni aspetti della manifestazione, non posso pensare di ignorare cosa e' stato fatto e detto contro di me anche ieri in un corridoio della Presidenza del Consiglio Dei Ministri.
    Me ne duole non esserci, me ne duole vedermi trattata in questo modo , visto anche cosa in prima persona ho pagato e sto ancora pagando per essere quella che sono.
    Saro' vicina a Delia ed a tutte quelle persone oneste intellettualmente che sanno della mia onesta', di liberale e laica.

    Francesca Eugenia Busdraghi

    • elena
    • 08/10/2009 18:07

    Il 10 ottobre in piazza contro l'omofobia, il 17 contro il razzismo. non capisco perchè fare 2 manifestazioni differenti, come se l'omofobia e il razzismo non avessero la stessa origine e non trovassero le stesse spiegazioni storiche, sociali, culturali e psicologiche. E siamo ancora qui a dividere in categorie, a starci di definire la nostra identità in base al colore della pelle o al sesso della persona che si ama. già siamo in pochi di solito a scendere in piazza, così saremo ancora meno. In più io vivo a milano, sono stata alla manifestazione per la libertà di informazione sabato scorso e altri 2 sabato di seguito a Roma mi sembrano una follia. Ma, ribadisco, questa assurda divisione mi ha fattocomunque passare la voglia!


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