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20/01/2010 23:55

Serve lo sciopero della fame?

di Delia Vaccarello

Hanno iniziato lo sciopero della fame il 4 gennaio, si chiamano Manuel Incorvaia e Francesco Zanardi, vivono a Savona, chiedono la calendarizzazione del dibattito parlamentare su una proposta di legge relativa al matrimonio civile fra persone dello stesso sesso. Manuel per problemi di salute ha interrotto venerdì scorso. Francesco continua in attesa di un incontro che potrebbe avvenire domani, martedì, a Roma. Alcune associazioni hanno chiesto loro di smettere dicendosi d'accordo con le finalità ma non con le modalità della iniziativa: "Smettere? Smetteremo solo dinanzi a un segnale concreto, abbiamo avuto molti contatti, ci ha chiamato l'onorevole Giulia Bongiorno, speriamo martedì (19 gennaio) di ottenere un impegno - risponde Francesco al telefono, la voce bassa, il tono deciso ma provato - . Non siamo pazzi, sospenderemo in vista di riprendere se tra tre mesi l'impegno che i parlamentari potrebbero assumere non si trasformerà in realtà". E alle associazioni dicono: "Abbiamo investito tantissimo, e abbiamo anche avvertito molte associazioni. E' un ferro caldo e va battuto, siamo partiti da soli, chiediamo noi agli altri di appoggiarci". Da Genova i circoli Arcigay e Arcilesbica, Gaylib, Certi diritti e Rete Lenford avevano proposto un piano comune: "troviamo strategie comuni per reagire all'immobilismo della politica italiana che possano coinvolgere tutte le associazioni Lgbt e possano tradursi in benefici non solo per le persone Lgbt, ma per tutta la società, senza il bisogno di aggiungere, alle tante vittime dell'omofobia, altri sacrifici''.

 Per richiamare l'attenzione sullo sciopero di Manuel e Francesco, che nei primi giorni è andato avanti in sordina, sono stati tenuti anche dei sit-in, uno di questi davanti a Montecitorio, presenti Scalfarotto, Vladimir Luxuria, Cristiana Alicata e con loro alcuni esponenti del movimento. Poi la notizia ha fatto il giro del web, immancabile su siti e nelle discussioni delle mailing list. Fa riflettere che occorra mettere in campo un gesto estremo per chiedere soltanto che venga dibattuta in parlamento una proposta di legge, ma anche che i due siano apparsi, come dicono di essere,  "soli".  Una comunità Lgbt viva ma slegata? Un difetto di comunicazione? Un gesto non perfettamente organizzato? E' pesato anche il silenzio mediatico, rotto in alcuni casi eccezionali, tra cui la lunga trasmissione su Youdem  "O", che si è tenuta venerdì scorso. Presente  Paola Concia che ha seguito  fin dal 4 gennaio l'iniziativa: "Dall'inizio di questa legislatura - ha dichiarato - ho presentato come prima firmataria tre diverse proposte di legge su questi temi: una sul matrimonio, una sulla partnership ed una sui Pacs".  Sul "silenzio" è intervenuto anche uno degli autori di "O", Claudio Camarca, sottolineando che "per il partito democratico è fondamentale avere una trasmissione televisiva aperta alla comunità omosessuale. In questo modo diamo un segnale di comunanza del partito con temi che sono molto sentiti".  Manuel e Francesco si sono dilungati sull'importanza per loro e per tutti di una legge per le unioni gay. Ma se loro interrompono, come si potrebbe continuare? Vanni Piccolo ha proposto una staffetta: "Una coppia gay a settimana potrebbe fare lo sciopero della fame, fino ad arrivare al traguardo della calendarizzazione".

 

 

    • paolo
    • 20/02/2010 10:37

    Io cito Fagioli, in quanto partendo da una serie di assunti, lui a differenza di molti sviluppa una teoria organica, che come tale risulta anche sistematica. Fagioli non è mio, nel senso che potrei anche dissentire dagli assunti di Fagioli. Le dimostrazioni scientifiche le hai chieste tu non io. Però se ti parlo di Fagioli, giustamente tu storci la bocca, non riconoscendo in Fagioli uno scienziato, il quale essendo peraltro un medico psichiatra, di fatto scienziato lo è .
    La medicina non è una scienza esatta, ma è comunque una scienza, colui che esercita per professione una scienza è uno scienziato. Il principio è logico. E? anche meglio entrare nel merito di un comportamento, qualunque questo sia, partire da una valutazione che sia indipendente dai numeri, altrimenti dovremmo ammettere che ciò che è numericamente rilevante e questo in tutti i contesti sia effettivamente giustificato e non giustificabile.
    Vedi carissimo, io non credo che si debba portare esempi al fatto che uno più uno faccia due, basta contare, la dimostrazione è nell'assunto, e se si riconosce per onestà intellettuale, che io ti riconosco, che un uomo ed una donna hanno identità differenti, bisognerà ammettere che queste identità esprimano affettività differenti, che sono profondamente legate alle identità che le esprimono nel bene e nel male.
    Uomini e donne, o maschi e femmine, sono identità che incontriamo nella nostra vita, e forzarci a dire che le affettività siano uguali, è non solo ingiusto ma fondamentalmente disonesto. Non esiste, del resto, un sentimento ad appannaggio esclusivo di un sesso, è la sua espressione e percezione che risente della differente identità.
    Il rapporto profondo che c'è tra una madre ed un figlio, specie nei primi mesi di vita, è l'elemento d'essenza di una fisicità percepita da parte del bambino/a, questa fisicità esprime un tipo di affettività che solo una donna può avere, essendo il proprio figlio, più che in ogni altra occasione carne della propria carne, e come tale normalmente viene percepito dalla madre e dal figlio/a.
    Il padre, non è una figura di poco conto, ma è legato ad una subalternità iniziale, subalternità di un legame in divenire. Esiste poi un senso di appartenenza a cui anche un padre viene legato, ma questo è un altro discorso che si sviluppa su dinamiche profondamente differenti, differenti perchè espresse da identità che sono, e non solo in quel frangente, profondamente ed inesorabilmente differenti.
    Fare esempi, riportare studi in materia, può avere un senso se l'ottica è un'ottica condivisa. Io posso voler dimostrare che qualcosa funziona o non funziona, ed è facile dimostrarlo, spesso anche troppo facile, questo perchè esiste anche nelle scienze sociali, come in tutte le scienze, un concetto di relativismo del sistema di riferimento. Il sistema di riferimento non è condiviso? Probabilmente è così, io non voglio imporre il mio sistema di riferimento, come non vorrei che altri imponessero il loro a me. Il problema comunque rimane sul campo, non si sposta di una virgola, e il problema è quello non di riconoscere dei diritti individuali ad amare chi si vuole o cosa si vuole, diritti riconosciuti o riconoscibili in esseri adulti, ma il diritto di rappresentare per soggetti terzi una famiglia. Il problema allora è quello di affidare un soggetto terzo ad una coppia che per condizione di base, non può esprimere una affettività, e questo è l'assunto di un sistema di riferimento, a cui si contrappone un altro sistema di riferimento, fondato sul non riconoscimento di indispensabilità delle due affettività e quindi delle due identità. C'è ancora tanto da discutere, ma non facciamolo portando ad esempio lavori posticci, e alquanto sbilanciati sulla bellezza di una famiglia o di un? altra, perchè a metterla così banalmente si va alla guerra di religione.
    P.S.:
    La scelta che un figlio o una figlia fanno è relativa al genitore voglio sperare. Se un figlia vuole andare a vivere con il padre, piuttosto che con la madre, specie in dipendenza dell?età della figlia, è per l'effetto di in un caso tipico di rapporto tra donne all?interno della stessa famiglia, esiste una conflittualità che è tipica, diremmo da manuale. La qualcosa porterebbe l'interlocutore a pensare che la figlia riconosce il padre, indipendentemente dal suo aspetto femminile.

    Come sempre un saluto deferente ad Asdrubala

    • Giovanni.
    • 17/02/2010 22:04

    Caro Paolo, hai ragione, la discussione potrebbe andare avanti a lungo e ad esserti sincero mi aspettavo (dico sul serio) che mi rispondevi in questa maniera; immaginavo un tuo pregiudizio di wikipedia ma onestamente non mi spaventa di confrontarlo col tuo Fagioli che considerarlo scienziato è tutto dire.
    Non escludo l'esistenza di identità sessuale maschile e femminile, cosa che tu mi hai affibbiato ma aspetto sempre quel banale esempio che dimostra la differenza di affettività tra i sessi; te lo ha detto anche Caterina che confondi l'affettività con i comportamenti.
    Ovvio che la scienza non sia sempre esatta ma esiste proprio in quanto è sempre in cerca delle risposte ma stranamente tu citi Fagioli proprio come se le sue teorie fossero leggi elementari e ovvie come il principio dei vasi comunicanti, tanto per fare un esempio.
    Sono curioso di sapere come l'omosessualità sia una psicopatologia, che Fagioli dimostra partendo da una serie di teorizzazioni assolutamente corrette, in quanto aventi radici sistematiche. Magari la si può curare col Prozac.

    • Delia Vaccarello
    • 16/02/2010 22:59

    Per tutti suggerisco alcuni testi:
    Paolo Rigliano, "amori senza scandalo" feltrinelli
    Chiara Lalli, "Buoni genitori" Il saggiatore.
    Inoltre, dando un saluto caro a Francesca Eugenia e a sua figlia, concordo con l'importanza della qualità dell'affetto, della protezione e della cura. In sostanza come dissero molti giuristi esperti di separazioni in un convegno organizzato a Milano dalle famiglie arcobaleno http://www.famigliearcobaleno.org/, per decidere l'affido non si guarda più al sesso del genitore, ma alla funzione genitoriale - quella di dare cura, protezione, valorizzazione, ecc, - che può essere svolta qualsiasi sia l'identità di genere del genitore stesso

    • Paolo
    • 16/02/2010 13:27

    Di sciopero della fame non simuore.Per informazioni chiedere a Pannella

    • quanto e come ci sarebbe da dire
    • 15/02/2010 14:17

    quanto e come ci sarebbe da dire sulla genitorialita'.Orbene c'e' chi sostiene che due persone omosessuali non possono crescere un bambino equilibrato? Errore, ed errore marchiano, io so, per esperienza personalissima e diretta, che ai figli poco importa con chi stai, purche' il rapporto sia sano, le persone che compongono il nucleo siano equilibrate e che il tutto sia condito di affetto, presenza, amore profondo e stabilita'.Sapete.. io ero uomno e come tale ho avuto una figlia, ci sara' , forse, qualche motivo per cui mia figlia ha scelto me? Delia stessa conosce me e mia figlia, cosi' come molte altre persone ci conoscono, e sia io che mia figlia siamo orgogliosissime del nostro reciproco affetto, del nostro rapporto e del nostro vivere serenamente l'essere figlia e l'essere genitore.Francesca Eugenia Busdraghi

    • Asdrubala
    • 13/02/2010 19:14

    Vi incollo "l'ultima..."http://bigben.corriere.it/2010/02/i_campioni_e_lomofobia.html#commentsSaluti da Roma freddina....

    • paolo
    • 13/02/2010 14:29

    Giovanni, sei tu più duro del muro, la differenza di identità esiste dal momento che esiste una differenza di sesso. Identità e sesso sono strettamente correlati, essendo i due elementi non scindibili, e l'affettività è strettamente correlata all?identità e quindi al sesso.
    Essere genitori, non è un mestiere, e quindi le identità hanno una loro fondamentale importanza, essendo le affettività, gli elementi su cui si basano. L'assenza di una identità implica l'assenza di una affettività, e quindi chi viene allevato in una famiglia che abbia un solo tipo di identità, conoscerà solo un tipo di affettività. Questa è una teoria scientifica, fondata su basi logiche e facilmente dimostrabili, tant?è che tu non sei riuscito a dimostrare il contrario. Tu puoi portarmi, e citarmi tutte le teorie psichiatriche possibili, magari quelle di scuola statunitense, per lo più contestate e contestabili dal momento che una teoria psichiatrica non ha nulla di scientificamente esatto. Sappi che la psicologia, così come la psichiatria in medicina, e così come l'economia, così come la sociologia non sono scienza esatta. Non essendo scienza esatta, non puoi asserire di muoverti su concezioni scientifiche esatte, in quanto teorizzate da leggi e dimostrate empiricamente. Ti spiego cinquant'anni fa l'omosessualità era considerata una perversione, a torto o a ragione questo non importa, al momento. La base su cui si è giunti a non definire più l'omosessualità una perversione, non è strettamente logica, ma numerica. Mi spiego meglio: l?omosessualità ha numeri rilevanti, due erano le strade, o definire perverse un numero rilevante di persone, o accettare come non perverso il comportamento sessuale di quelle molte persone. Si è accettata la seconda opzione. In più come è facile dimostrare molti componenti di spicco della società psicoanalitica italiana sono omosessuali, e tutto potremmo chiedergli tranne che autodefinirsi perversi. Tutta una certa scuola statunitense invece, basa il concetto di devianza, rispetto ad una normalità arbitraria, e alquanto aberrante, tanto che quella stessa scuola ritiene importante l'utilizzo di psicofarmaci, come antidepressivi o ipnotici per bambini che molti di noi considererebbero particolarmente timidi o vivaci, e questo solo per uniformarne il comportamento ad una normalità definita e non dimostrata. Quello che tu proponi, per controbattere alle mie asserzioni, è una pagina di wikipedia, che ha una serie di citazioni su lavori di cui neanche tu conosci o sai nulla. Mi dispiace per te, questo non è discutere questo è postulare Altrimenti, chiuderemmo il discorso ognuno citando autorevoli studiosi della materia, ed io ti citerei il tanto discusso Fagioli, che dimostra come l?omosessualità sia una psicopatologia, e lo dimostra partendo da una serie di teorizzazioni assolutamente corrette, in quanto aventi radici sistematiche. In più ciò che si dovrebbe valutare su dei bambini allevati in famiglie omosessuali dovrebbe essere il livello di percezione delle differenti affettività, e di tutti i lavori che hai citato tu, nessuno parla di questo. Perché è indubbio che un bambino di una famiglia eterosessuale ha una maggiore capacità di percepire tutte le differenti affettività dal momento che con quelle affettività ci convive.

    Relativamente ai rimandi:
    Istinto di morte e conoscenza- M.Fagioli. Nuove Edizioni Romane
    Teoria della nascita e castrazione umana- M.Fagioli stesso editore
    Bambino donna e trasformazione dell?uomo- M.Fagioli stesso editore


    Comincia con questi, sono lavori scientifici.

    • Giovanni
    • 11/02/2010 23:17

    Sempre per Paolo, suggerisco questo link http://it.wikipedia.org/wiki/Omogenitorialit%C3%A0
    Accetto qualsiasi rimando che smonti quello che io cito, ma su base scientifica.

    • Giovanni
    • 08/02/2010 23:55

    Caro Paolo, sei più duro del muro....
    Se dici che l'affettività di un uomo che ama un altro uomo non è collegato ad un discorso meramente sessuale devresti allore dire che la differenza di IDENTITA' - e non di sesso - esiste. Diamo un peso alle parole.
    Ma tornando alla discussione, l'affettività di un uomo che ama un altro uomo è uguale a quella di un uomo che ama una donna. Tu fino ad'ora hai solo affermato che l'affettività si differenzia dal sesso ma non hai ancora spiegato come questa si differenzia...almeno un esempio banale.
    L'assenza di una IDENTITA' fisica maschile o femminile non influisce affatto sull'identità di un terzo.
    Sei convinto ( e su questo vuoi convincere anche chi ti legge ) che (parole tue) >; Ripeto, hai una tesi scientifica alla mano per dimostrarlo?
    Alla prossima.

    • paolo
    • 06/02/2010 14:50

    Caro Giovanni, le affettività sono diverse, e la loro diversità è conseguente alla identità che la esprime. Un omosessuale e un eterosessuale differenziano le tipologie di affettività, tanto che una lesbica difficilmente potrebbe innamorarsi di un uomo e un uomo eterosessuale difficilmente potrebbe innamorarsi di un altro uoumo.
    Sono aspetti fondamentali, comunemente riconosciuti. Comunemente riconosciuto dovrebbe essere, anche il fatto, che quello del genitore non sia un mestiere. Nel caso specifico di un mestiere allora si dovrebbe accettare una perfetta sovrapposizione tra uomo e donna, perchè l'abilità a svolgere un mestiere rimane confinata alla capacità professionale, all'attitudine al tipo di mestiere, e queste sono caratteristiche per nulla dipendenti dalla identità di chi svolge un mestiere.
    Un ingenere uomo può essere più o meno bravo di un ingegnere donna, indipendentemente dal fatto che questo sia uomo.
    Differente è il caso dell'affettività, nel senso che ogni identità esprime una affettività differente in generale, e in particolare nel generale. Ripeto il fatto che un uomo ami un altro uomo, non credo sia legato ad un discorso meramente sessuale, ma credo sia invece perchè quell'uomo desideri un tipo di affettività differente quella femminile. La differenza di sesso quindi nella espressione della affettività esiste. Ora, chi pensa all'assenza potenziale di un tipo di affettività, lo pensa anche dell'identità che esprime questo tipo di affettività. Per questo aspetto e non solo, ipotizzare in assoluto l'assenza di una identità costituisce un elemento patologico di intolleranza all'accettazione di una donna in quanto tale, e/o di un uomo in quanto tale.
    Nella valutazione di un giudice, quello che ha senso è solo la legge. Il tribunale può valutare solo in modo materiale le mancanze di un genitore. A noi resta quello di apprendere del comportamento di un uomo, padre biologico conosciuto a quanto si apprende, che cede i suoi figli, come lo si farebbe con una cucciolata di cagnolini, mentre l'immacolata, la mamma dei malcapitati, si comporta come colei che possiede i malcapitati, tanto che la sua ex-compagna, che avrà quanto meno voluto bene ai disgraziati, non avrà la possibilità di avvicinare gli stessi prima della loro maggiore età, perchè i minori sono oramai un possedimento dell'immacolata. Brava Delia, esempio edificante del genere umano.

    • Caterina
    • 02/02/2010 21:52

    Paolo forse ti sfugge il fatto che in Italia ci sono già tantissime coppie omosessuali che vivono insieme da anni come una vera famiglia. E ci sono tantissimi bambini figli di coppie omosessuali. Sono realtà che ESISTONO! E sono destinate ad aumentare. Solo la politica fa finta di non vederle. Rendendole invisibili, forse pensano che spariranno. Ma non spariranno. Le persone che si amano continueranno a farlo. E questi bambini sono le vere vittime della ottusità dei nostri politici. Bambini che, se muore il genitore biologico, sono considerati dei perfetti estranei per l?altro genitore e viceversa. E? di questo che si parla quando si parla di tutela dei bambini?

    Credi veramente che paesi che hanno legalizzato i matrimoni (o unioni civili) tra persone dello stesso sesso, e che danno la possibilità agli omosessuali di adottare, siano paesi peggiori del nostro? E credi veramente che i bambini in questione siano più infelici di quelli nati nelle nostre tradizionalissime famiglie?
    E che significa due forme di affettività??? Tu confondi l?affetto con i comportamenti.
    Sappiamo bene quello che scrive Fagioli?. anche io vorrei suggerirti un libro da leggere. Buoni genitori ? di Chiara Lalli. E? un libro bellissimo.

    • The_Dark_Inside
    • 02/02/2010 12:47

    Eh già, laddove la minoranza non riesce a imporre il proprio autoreferenziale modo di vedere le cose alla maggioranza, sovviene sempre qualche giudice compiacente. Stavolta è il Tribunale di Milano, recentemente anche il tribunale di Venezia e la corte di appello di Trento hanno avuto modo di dire la loro in tema di "nuove" famiglie.
    Ma non a tutti va a genio la magistratocrazia -specie se omosessista- e ricordo a tutti che il concetto di Famiglia è un concetto costituzionale, che appartiene a tutti noi, e per snaturarne il significato per ricomprendervi unioni che famiglia non sono bisognerebbe ricorrere alla via parlamentare, con le doppie votazioni a maggioranza di due terzi, e non a pochi giudici compiacenti.
    Volete il riconoscimento delle unioni gay con parità di diritti-doveri? Sacrosanto, ma non venite a pontificare che anch'esse sono "famiglia". Le stesse convenzioni internazionali sottoscritte dall'Italia prevedono che agli omosessuali debba essere riconosciuto il matrimonio "o un istituto equivalente", cioè con partità di diritti e doveri ma senza essere concettualmente esso stesso matrimonio...
    Se poi si parla di minori e adozioni, di togliere a dei minori il diritto di avere un padre E una madre, il discorso si farebbe lungo, lasciatemi solo esprimere un giudizio di impulso, di cuore, sulla vicenda giudiziaria di cui parla la Sig.ra Delia: *****

    • Delia Vaccarello
    • 02/02/2010 11:10

    Il mio contributo sotto forma di notizia:
    MILANO -I bambini di genitori gay non risentono della sessualità dei loro genitori. È quanto emerge da un caso sottoposto all?attenzione del tribunale dei minori di Milano, chiamato a decidere sull?affidamento di un bambino e una bambina di 8 e 10 anni, cresciuti da due lesbiche. I due figli erano stati dati alla luce da una delle due donne che, d?accordo con la compagna, si era sottoposta all?inseminazione artificiale. Nel 2004 però le due donne si erano lasciate e la madre biologica aveva tolto alla ex la possibilità di vedere i ragazzini. La donna era ricorsa al tribunale, che ha rigettato le sue richieste, ma ha anche riconosciuto che i bambini non hanno subito disagi per come hanno vissuto. E come vivono tuttora: la madre ha un?altra compagna e il padre biologico, che conoscono, convive con un uomo. (fonte Milano City)

    • Giovanni
    • 02/02/2010 00:00

    Paolo, possibile che non vedi oltre il muro? L'affettività di padre uomo e quella di madre donna non hanno alcuna differenza, se non formale; dovresti spiegare ai lettori queste differenze.
    Un bambino/a cresciuto/a da genitori dello stesso sesso ha le stesse conoscenze sull'affettività di uomo-donna, anche chi cresce con un solo genitore, anche se tu lo credi impossibile.
    Infine con quale tesi scientifica puoi affermare che si voglia sostituire l'altro sesso e che per giunta si abbia un problema non trascurabile verso quest'ultimo?

    • comunicato sullo sciopero della fame
    • 01/02/2010 21:54

    GAY/CONCIA (PD): PARLAMENTO ASCOLTI ZANARDI E INCORVAIA E CALENDARIZZI LA DISCUSSIONE SULLE UNIONI CIVILI Gli attivisti LGBTQ, Francesco Zanardi e Manuel Incorvaia, hanno scritto una lettera al Parlamento. Da trenta giorni in sciopero della fame, chiedono per l?ennesima volta che si inizi la discussione delle proposte di legge sulle unioni civili e annunciano la richiesta di asilo politico ad altri paesi Europei. ?E? vergognoso che si sia arrivati a tanto ? dichiara la deputata Anna Paola Concia ? ma siamo ancora in tempo per fermare Francesco e Manuel. Le proposte di legge sono in Commissione Giustizia alla Camera e non resta che prendere, tutti insieme, la decisione di calendarizzarne la discussione?.

    • paolo
    • 01/02/2010 19:53

    Gisella, forse non hai letto con la dovuta attenzione ciò che ho scritto. Il problema, non è il cattolicesimo cattivo, intanto che mi risulti ne esiste uno solo di cattolicesimo, quello espressione del Papa, che è sovrano assoluto, gode dell'infallibilità, e di altre potenzialità discutibili come l'investitura diretta dello spirito santo, è il successore di Pietro, come si dice, ed è il capo assoluto della Chiesa Cattolica Apostolica Romana. In breve, ciò che dice il Papa è cattolicesimo, l'unico esistente, il resto è eresia. La questione non è questa, è semmai un'altra. Una società accetta ciò che di reale accade, anche se potenzialmente dovrebbe tendere ad una situazione ipoteticamente migliore. Mi spiego, esistono gli orfani di padre e di madre, esistono i figli che conoscono solo uno dei due genitori, ebbene? Questa dovrebbe essere la condizione da cui dovrebbe partire una società per valutare il male minore? Io credo di no. Io credo, e in questo sta il mio essere omofobo forse, che potenzialmente un bambino debba conoscere due modi diversi di affettività, quella di un padre uomo e di una madre donna. Il problema non è solo come un bambino venga tenuto, il tuo è un discorso ipocrita, perchè di fondo significa secondo il tuo stesso discorso riconoscere che l'unica cosa di cui abbia bisogno un bambino sia di essere tenuto bene, quella è una delle cose. Il problema è la conoscenza di una affettività che di fondo ad un bambino di una coppia omosessuale gli verrebbe privata per definizione, rendendolo più povero per definizione. Le identità non si inventano, e nessun uomo può sostituire una donna e viceversa, e ripeto: chi pensa questo è perchè in fondo ha un problema, non trascurabile verso l'altro sesso. Tanto profondo non solo da ipotizzare, l'assoluta assenza di contatti da parte di un bambino con quella affettività, ma peggio auspicando che ciò avvenga. Questo io credo, indipendentemente dalle pubblicazioni di parte. Gisella tu invece, leggiti Fagioli.
    Giovanni equiparare il matrimonio significa per estensione equiparare il diritto ad adottare.

    • gisella (pn)
    • 01/02/2010 08:00

    caro paolo posso consigliarti di leggere un libretto semplice come
    "Omofobia storia e critice di un pregiudizio" di daniel borrillo?
    io penso che scoprirai che tante delle tue pregiudiziali sono decisamente omofobiche e il perchè delle loro origini
    in italia non sono stati fatti studi su famiglie monoparentali o con due genitori dello stesso sesso, come invece all'estero (ftrancia, germania, usa, ...) perchè osteggiati da una classe dirigente-politica legata a doppio filo al cattivo cattolicesimo.
    all'estero gli studi su centinaia di famiglie hanno messo in evidenza come i figli di coppie omosessuali o monosessuali sono generalmente più rispettati e curati e accuditi e amati delle famiglia eterosessuali.

    • Giovanni
    • 31/01/2010 23:46

    Caro Paolo, mi permetto di dirti che sbagli.
    Il riconoscimento del matrimonio tra persone dello stesso sesso non può portare necessariamente e inevitabilmnte all'adozione di minori da parte delle coppie stesse: il matrimonio (escludendo il diritto canonico) non comporta la forzata generazione di figli.
    Il matrimonio è un diritto a se stante esclusivamente per la coppia, la genitorialità passa sempre in secondo piano rispetto al diritto di un bambino di essere cresciuto ed educato, non da un padre e una madre ma da figure genitoriali, anche singole.
    Inoltre quando affermi che un bambino deve crescere con due genitori di sesso diverso dimentichi di tante madri o padri che crescono figli da singoli; vuoi forse dire che chi cresce con una sola figura genitoriale non abbia una conoscenza sull'identità di uomo e donna? dovresti dimostrarlo. Si crescerà per confronto e per conoscenza ma non basare questa idea su opinioni comuni privi di fondamento scentifico e sociologico.

    • paolo
    • 30/01/2010 10:04

    Cara Caterina,

    Ogni intervento legislativo ha le sue conseguenze, ad esempio se si approvasse una legge per il matrimonio della coppie costituite da due persone dello stesso sesso, a quel punto un giorno non troppo lontano, ci si troverebbe di fronte al problema di discutere dell'adozione di bambini da parte di queste coppie. A quel punto, Caterina, il problema non sarebbe confinato alla scelta individuale, ma alla scelta di una collettività a cui la custodia di un bambino è inizialmente affidata.
    Io, e lo ripeto in questa sede, non posso pensare di privare un bambino, e privarlo per definizione, dell'affettività di un uomo e di una donna, nella fattispecie del padre e della madre, ne posso pensare ad alcuna persona sana che possa ritenere una delle due forme di affettività non necessarie.
    Credo, infatti, patologico pensare alla non indispensabilità potenziale di due forme di affettività che sono differenti in quanto espresse da due identità profondamente differenti. Si cresce per confronto, si cresce per conoscenza, dovremmo allora pensare, un giorno, ad un bambino o ad una bambina privati della figura maschile o femminile di riferimento, e questo per gli effetti della decisione di una collettività. Io lo ritengo assurdo, e questo fino a prova contraria.
    Ritengo anche che il matrimonio, sia una istituzione profondamente in crisi, per i limiti stessi che forse il matrimonio ha come contratto. Credo, anche, che nella nostra società il matrimonio abbia fallito relativamente al suo ruolo di dare un ordine alla società stessa, la nostra è una società dinamica che ha modificato molte delle sue logiche, e che per certi aspetti non ha bisogno di un ordine definito, e questo è un bene. I pacs, i dico, sono osteggiati dalla istituzione eclesiastica, proprio in quanto più al passo con la società moderna, e questo a detrimento di una istituzione logora come quella del matrimonio, a cui in pochi credono ancora. La cosa che mi stupisce è che ci sia ancora qualcuno che si batta per potersi sposare, ignorando il fatto che il matrimonio per definizione stessa e per sua costituzione storica è tra due soggetti eterosessuali.
    Indurre una società a riconoscere i diritti delle coppie di fatto, in quanto queste non hanno nulla di differente rispetto ad una coppia sposata, e ciò relativamente ai sentimenti che ne costituiscono il legante, e che dovrebbero essere conseguenza di atti legislativi precisi a cui un parlamanto dovrebbe ottemperare, costringere quindi la società al riconoscimento di questi diritti è una battaglia legittima, laica, concreta e sensata.

    • Roberto
    • 27/01/2010 16:28

    se ci fosse piu' consapevolezza della propria omosessualita' latente , ci sarebbe sicuramente meno razzismo in giro. L'omosessualita' e' presente in tutte le specie animali..e.. ci sara' pure una ragione.. pensando a quanta omosessualita' c'e' dentro la chiesa,(lo sanno ormai anche i bambini)ci dovrebbe aiutare a capire perche' determinate persone sono cosi ostilli ,ma dopo aver visto migliaia di padri e nonni con le gambe divaricate in chat e con la foto alle spalle dei loro figli e nipoti, non tendo piu' a meravigliarmi di nulla. Il terrore serve a tenere sotto controllo il 'fenomeno' altrimenti dilagherebbe come succedeva prima dell'avvento del Cristianesimo, poiche' la popolazione stava diminuendo causa l'elevato gradimento dei rapporti omosessuali si dovette correre ai ripari. chi e' 100 % etero non ha nulla da temere....

    • Caterina
    • 27/01/2010 16:10

    Cari Manuel e Francesco avete tutta la mia ammirazione e la mia solidarietà. Io non so se uno sciopero della fame serve a qualcosa. In un paese civile non ce ne dovrebbe essere bisogno. Se gli interlocutori sono persone chiuse, ottuse e culturalmente arretrate nessuna iniziativa è utile, ma vi ringrazio per il vostro coraggio.

    Sono lesbica e grazie agli interventi di Mario ho scoperto di essere sessista, classista e razzista? addirittura eterofoba (?!?!?), di far parte di una lobby, una splendida minoranza elitaria che monopolizza la società e discrimina la maggioranza eterosessuale. Caspita, non me ne ero resa conto! Grazie per avermelo fatto notare.
    Quindi dobbiamo dedurre che ? secondo te ? è per colpa del nostro snobbismo che i nostri parlamentari, appena sentono parlare di proposte di legge contro l?omofobia, matrimoni gay, pacs, dico eccetera, cominciano a sbraitare in maniera isterica, si fanno venire i conati di vomito e gli attacchi di orticaria?
    Caro Mario, ma che ambienti frequenti? Quello di Dolce e Gabbana? Per la gente normale gli ambienti chiusi, gli splendidi luoghi elitari di cui parli tu si chiamano semplicemente ghetti.
    E l?orientamento sessuale non è esattamente una ?curiosità?. E? singolare che tu abbia fatto il paragone con la squadra del cuore. In effetti in questo paese impazzito si rischia di essere picchiati sia per l?orientamento sessuale che per l?appartenenza ad una squadra.

    Per quanto riguarda le adozioni, Hai ragione. Esse dovrebbero servire, appunto come dici tu, a dare una famiglia ai bambini che non ce l?hanno. Una famiglia altro non è che il luogo dove risiedono gli affetti, il rispetto e la comprensione reciproca. Ecco, siccome noi ci sentiamo in grado, e vogliamo ?fare famiglia?, ci piacerebbe adottare i bambini, esattamente come voi.

    @ Paolo. Se tu non sei d?accordo con il matrimonio fra persone dello stesso sesso, nessuno ti obbligherà a farlo.
    Per essere più chiara, dare diritti a chi non li ha, non significa toglierli a chi li ha. Aggiungendo non si toglie niente a nessuno.

    • Mario bis
    • 27/01/2010 11:04

    Gentile signora Francesca Eugenia Busdraghi, non ho mai detto che i problemi sono SEMPRE secondari: ma è evidente che esiste una scala di priorità dei problemi, probabilmente opinabile, ma indiscutibile.Trovo invece molto interessante quello che Lei scrive, e cioè che non è scritto da nessuna parte che il matrimonio debba essere forzatamente celebrato tra persone dello stesso sesso. Mi sembra una via da sfruttare per risolvere il problema. Oltretutto non capisco perché i moralisti omofobi siano contrari a una regolamentazione delle unioni omosessuali.

    • gisella (pn)
    • 26/01/2010 10:34

    a me sembra che viviamo in una società civile e umana sempre più cinica, che fa della "dietrologia" e delle motivazioni delle proteste per il riconoscimento dei diritti civili, rispettivamente una scienza esatta e un fardello di cui ci si vuole disfare o con cui pulirsi il culo (scusate la volgarità), per cui il gesto di manuel e francesco pur essendo valido e umanamente civile non risulta che in pochi giornali, come degno di nota.
    non ho nessun commento contrario alle persone che qui hanno dato il loro contributo anche se non corrisponde al mio.
    Manuel e Francesco vi abbraccio con affetto.

    • Francesca Eugenia Busdraghi
    • 24/01/2010 18:05

    I problemi sono sempre secondari , vero Mario?
    tutto e' secondario che ci frega di FROCI e TRANS , tanto uno di piu' uno di meno...
    Non funziona cosi' , i problemi non sono ne' secondari ne' transitori e glielo dico, signor mio, da donna TRANS che guardacaso gravita nel PDL, e che a differenza di quanto lei speri o pensi sta inioziando nelle sue compagini liberali a lavorare seriemente per i diritti MAI AVUTI da queste persone, diritti che lei ha, non lo spaeva?
    A Silvia rivolgo un invito, meno sarcasmo e meno cialtroneria dialettica, serve solo a dimostrare quanto poco si e' maturi.
    Orbene, adesso parliamo del famoso sciopero della fame che ritengo non solo inutile ma anche controproducente.
    Non siamo ai tempi del Mahatma Ghandi , ritengo invece di usare cio' che la costituzione stessa ci mette a disposizione, ovvero il NON citare l'obbligo di essere un uomo ed una donna ( coppia formata da individui di sesso opposto) per potersi sposare.In tal senso bene l'iniziativa di certi diritti, ma male, molto male, lo show degli scioperi della fame che son buoni solo a causare danni alla salute, in Italia han risolto sempre nulla, ergo.. la storia non ci ha insegnato nulla?

    • silvia
    • 24/01/2010 17:49

    mi rendo conto ora di essere stata forse troppo dura nel mio intervento (il primo in questa discussione)ma era scrittto per iperboli, un po' come la parabola del cammello e del ricco, dove è il cammello a passare attraverso la cruna dell'ago

    • Simone Rossi
    • 24/01/2010 16:38

    Bravo Paolo. Ben scritto.Per poter cominciare ad aprire il confronto sul tema come da te proposto, per quale motivo sei contrario all'estensione dell'istituto del matrimonio a coppie omosessuali? Per inciso, non mi risulta che esista una legge od una norma costituzionale ad impedirlo. Semplicemente i pubblici ufficiali rifiutano la domanda di matrimonio delle coppie omosessuali.

    • paolo
    • 24/01/2010 15:18

    E' pur vero che l'azione legislativa è monopolizzata da quel signore, che per assurdo detiene il potere esecutivo, ma il problema rimane in campo se si vuole parlare di paese reale, e se per paese reale intendiamo le esigenze concrete di settori più o meno vasti della società. Il discorso diviene più concreto, se si provasse un bel giorno ad intavolare una discussione seria sul significato di matrimonio, sulla legislazione dello stesso, e sulle possibili conseguenze che matrimoni anomali possano avere sulla società. Bisogna discutere, e se mai si inizia, mai si arriva ad una "calendarizzazione" sociale di questa discussione. Ci sono vasti settori della società che non riescono a comunicare, c'è chi forza la mano e chi risulta del tutto indifferente all'argomento, c'è insomma una società incapace di discutere. Il confronto assume spesso i toni da battaglia dogmatica sulla libertà di espressione personale a cui si contrappone un non meno dogmatico arroccamento su posizioni di ortodossia religiosa, il tutto spesso condito da isterismi che servono solo ad urlare del problema più che a discuterne. Il problema è vasto e delicato, la sottolineatura mediatica, di sicuro effetto qual è quella dello sciopero della fame, dovrebbe portare, però, non a evitare di spegnere i riflettori sulla problematica, ma semmai a costringerci tutti quanti a disquisire razionalmente su una questione che più di qualcuno ritiene importante. Le grandi battaglie civili, di rinnovamento della società, quali l'aborto, il divorzio, sono partite come questioni democratiche e come tali si sono appoggiate a tutti quegli strumenti democratici che il nostro ordinamento costituzionale mette a disposizione. Forzare la mano, non è indice di democrazia, è volere che un'intera collettività subisca una decisione che rimane o rimarrebbe confinata nella sfera individuale se e solo se l'implicazione fosse strettamente attinente alla scelta individuale ma il matrimonio non rimane confinato a tale tipologia di scelta. Il matrimonio implica la famiglia, implica i figli, implica soggetti terzi alla scelta individuale. Apriamo una discussione, dunque, evitando lo sciopero della fame, aprendo magari una campagna di firme per un eventuale referendum, così da costringere il paese a discutere oltre che del grande fratello, anche di problemi concreti della società. Io, per inciso e questo non è un mistero, non sono d?accordo con il matrimonio tra soggetti di stesso sesso, mi piacerebbe discuterne confrontare le mie idee con quelle di chi la pensa diversamente. Lo sciopero della fame non serve, serve la volontà di discutere e di sensibilizzare la società, di riscuoterla da uno stato catatonico imbarazzante.

    • mario bis
    • 22/01/2010 11:34

    Scusi tanto, ma o mi sono spiegato male io o ha capito male Lei. Mai pensato che si dovesse negare qualunque tipo di diritto a una persona perché gay. Non saprei come giustificare questa preclusione, mi sentirei assai stupido a dire "quello non può fare quello perché ha gusti sessuali differenti dai miei". Sono totalmente favorevole a chiudere questa faccenda, nel senso che penso sarebbe bello se questi dibattiti si eaurissero perché l'argomento non esiste più. Esaurito, risolto. Francamente non sono favorevole all'adozione, perché da come se ne parla sembra che l'adozione sia una istituzione fatta per dare un figlio a genitori che non non possono averne e non, come invece deve essere, per dare una famiglia a bambini che non ne hanno (naturlamente questa mia contrarietà vale anche per le coppie etero se il suddetto discorso sussite). Però dire che i gay sono chiusi, sessisti e sovente eterofobi non è usare parole pesanti ma dire la verità. Posso capirne le ragioni (sovente semplice autodifesa) magari ho anche un po' di invidia per certi ambienti gay chiusissimi (quelli che ho conosciuto erano spesso frequentati da bella gente, intelligente) e forse la vera ragione della chiusura è questa. Un certo elitarsmo gay è innegabile e non è la soluzione del problema, ma una parte del problema. Come non è la soluzione del problema vedere atteggiamenti omofobi dappertutto: capisco la militanza, coraggiosa e utile, ma l'atteggiamento critico non è sempre e solo omofobo. Quanto allo sciopero della fame, serve ai politici per mettersi in mostra. La politicizzazione del mopndo gay è una cosa che non ho mai capito né condiviso

    • gisella (pn)
    • 22/01/2010 10:41

    Cara sig.ra Vaccarello mi ha tolto il commento dalla penna sia per silvia che per mario.
    io sono la prova che i gay o "ghei" non sono nè razzisti nè sessisti rispetto a quelli che lo sono con loro: molti, troppi eterosessuali con la mente piena di odio, rancore, pregiudizi messi dentro la loro testa da altri (pettegolezzi, perbenisti, e purtroppo dal clero di diversi culti), ma di cui sanno di essere portatori sani e spesso felici divulgatori.
    se qualche volta anche i gay esibiscono un pò di "superiorità" e per staccarsi di dosso tutta la merda che la gente comune gli butta addosso da 2 mila anni.
    vorrei consigliare la lettura del libro di Galimberti "I miti del nostro tempo"

    • Michele
    • 21/01/2010 22:14

    Ciao a tutt*, vi scrivo per segnalarvi un modo per aiutare Manuel e Francesco in primis, poi ne avremo da guadagnare anche noi. Vi allego un link per avvisarvi di una fiaccolata per manifestare all'italia intera che noi siamo coalizzati per raggiungere i diritti non ancora presenti in questo stato nonostante la firma del trattato di Lisbona. Chiedo quindi di fare tutto quello che siete in grado per questa manifestazione che partirà da Savona e girerà per tutta Italia, forse potremmo spingerla a passare anche da Belluno, ma non prometto niente. In ogni caso chi è interessato può scrivermi e vediamo come organizzarci per partecipare. Ringrazio tutti dell'attenzione. link: http://www.facebook.com/reqs.php#/event.php?eid=419053895075&ref=nf

    • Delia Vaccarello
    • 21/01/2010 21:54

    Per Patrizia, e per tutti
    Credo che la signora Slivia abbia usato un modo ad effetto per dire che in questo paese la coscienza di gran parte dei rappresentanti politici non si sveglia neanche con lo sciopero della fame, che c'è voluto il rogo di Ormando per fare notizia, e che certa visibilità spettacolare è solo quella che resta
    Che fosse ironico il suo messaggio lo deduco anche dalla buonanotte, solo quella è detta senza ironia Il signor Mario invece credo che abbia sparato a zero sui gay utilizzando giudizi pesanti, ma il blog è fatto anche perché altri gli rispondano
    Lo stereotipo dei gay chiusi e razzisti è davvero l'ultima spiaggia per negare i diritti, un modo per salvarsi la coscienza
    Per non parlare della fuga in avanti nella società di domani...meglio lottare oggi, mi sembra molto più onesto.
    Il domani lo costruiamo oggi e non mi sembra che il signor Mario abbia molta voglia di costruire considerando secondari i diritti che gli altri non hanno

    • Patrizia
    • 21/01/2010 20:44

    Non so se lo sciopero della fame possa essere utile per richiamare l'attenzione sul problema irrisolto dei matrimoni civili fra persone dello stesso sesso: spero davvero serva a qualcosa. E' ovvio che non è del tutto democratico un Paese che nega tale diritto ma la vedo dura con questo governo. I miei migiori auguri a te Delia ed a tutte le persone gay/lesbiche.

    • Delia Vaccarello
    • 21/01/2010 18:42

    Vorrei invitare la persona che mi offende personalmente postando in questo blog a SMETTERLA!***per MarioIn una democrazia i problemi di chi non ha diritto a unirsi creando un nucleo con garanzie non sono secondari, in una democrazia non c'è una coperta corta dei diritti, che copre alcuni e lascia al freddo gli altri

    • mario
    • 21/01/2010 14:16

    Non sono omfobo ma bisogna che i gay capiscano che i loro problemi sono abbastanza secondari. Anche perché i gay hanno la spiacevolissima tendenza a essere assai chiusi e razzisti nei confronti degli etero: magari è un atteggiamento di difesa, ma resta classista, sessista e razzista e non aiuta perché non condivide i problemi di tutti. Spero che nella società di domani la scelta sessuale sia relegata nel campo delle curiosità individuali (tipo: per che squadra tieni? preferisci la pasta o il risotto?)

    • Slivia
    • 21/01/2010 00:37

    Premetto che non sono di destra anche se ormai queste etichette hanno il sapore del vecchio ciarpame (da noi è quasi più sinistra la destra non solo politicamente ma anche negli spiccioli e cascami, vedi ultime affermazioni di certe attrici "comuniste").....premetto perchè sarò pesante. NO GLI SCIOPERI DELLA FAME NON SERVONO A NULLA ma...possono MEGLIO MA MOLTO MEGLIO essere utili due cose
    1- l'autoimpiccagione o l'autolapidazione o altro di cruento in pubblica piazza (ma...forse sbaglio, mi viene in mente il rogo di Ormando in Vaticano)
    2- la partecipazione al Grande Fratello (...credo che questo suggerimento possa piacere all'onorevole Concia sempre pronta quando si tratta di visibilità....gay)
    buonanotte senza ironia


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